Cronaca Esclusivo

Palpeggiata alla stazione di Lucca, poi l’uomo scappa via chiedendo pure “scusa”: la testimonianza

La ragazza era appena scesa dal treno: « Biglietterie chiuse e nessuno intorno. Ho sentito qualcuno arrivare alle mie spalle”.

Dopo il caso della ragazza che alcuni giorni fa ha raccontato di essere stata palpeggiata nella notte nei pressi di Porta Santa Maria, a Lucca, è emersa una seconda testimonianza. Un’altra giovane ragazza lucchese ha raccontato di aver subito, alcuni mesi fa, un episodio molto simile, ma alla stazione ferroviaria di Lucca: un uomo si sarebbe avvicinato alle sue spalle, l’avrebbe palpeggiata e sarebbe poi scappato pronunciando a bassa voce una sola parola: “Scusa”. Una dinamica che presenta diverse analogie con quella raccontata dalla prima ragazza, anche se al momento non esiste alcun elemento che permetta di stabilire un collegamento tra i due episodi né, tantomeno, che si sia trattato della stessa persona.

Secondo il racconto della giovane, l’episodio risalirebbe all’inizio della scorsa primavera. Erano circa le 20 e la ragazza era appena scesa dal treno. “La stazione era completamente vuota – racconta – le biglietterie erano chiuse e non c’erano addetti alla vigilanza o agenti di polizia”. Mentre stava salendo le scale, la ragazza racconta di essersi accorta improvvisamente della presenza di qualcuno alle proprie spalle. “Ho sentito una sagoma muoversi dietro di me, mi sono girata subito e una persona, completamente incappucciata, mi ha stretto il sedere con una mano. Subito dopo è corsa via dicendo a bassissima voce scusa”.

Proprio quel particolare dello “scusa” pronunciato durante la fuga richiama quanto riferito dalla giovane protagonista dell’episodio di Porta Santa Maria alcuni giornifa. Anche in quel caso, secondo il racconto della vittima, l’uomo l’avrebbe palpeggiata per poi allontanarsi velocemente pronunciando la stessa parola. Una coincidenza che colpisce, ma che da sola non consente di attribuire i due episodi alla stessa persona. Sono solo indizi ovviamente.

La seconda ragazza ha fornito anche una descrizione dell’uomo che, secondo quanto da lei riferito, l’avrebbe avvicinata: si tratterebbe di una persona di colore, con il volto e il corpo in gran parte coperti da un cappuccio calato sul viso. Una descrizione necessariamente limitata dalle circostanze e dalla rapidità con cui si sarebbe consumato l’episodio.

La giovane racconta inoltre di essere rimasta completamente bloccata dopo quanto accaduto. “Non sono riuscita a reagire. In quel momento ho pensato soltanto che, se lo avessi raccontato ai miei genitori, non mi avrebbero più lasciata andare dal mio fidanzato”. Oggi, a distanza di mesi, dice che si comporterebbe diversamente: “Se potessi tornare indietro cercherei subito aiuto e avviserei le forze dell’ordine”.

Una nuova testimonianza che riporta l’attenzione sulla sicurezza nelle ore serali e, in particolare, sui luoghi attraversati quotidianamente da ragazze e ragazzi che si spostano da soli. Due episodi distinti, avvenuti a mesi di distanza e in zone diverse di Lucca, ma caratterizzati, almeno secondo i racconti delle due giovani, da una dinamica molto simile. Sempre meglio cercare aiuto, e avvisare immediatamente le forze dell’ordine.