“Lucca film festival 2026”, scalda i motori in attesa del concorso e dei premi alla carriera a Cavani e Schnabel
Il “Lucca Film Festival” si prepara a celebrare la sua ventiduesima edizione dal 26 settembre al 4 ottobre 2026 nella città toscana, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti e sotto la direzione artistica di Nicola Borrelli. L’evento, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e da numerosi partner pubblici e privati, conferma la propria vocazione di laboratorio creativo e osservatorio sul cinema contemporaneo, ospitando due concorsi internazionali di lungometraggi e cortometraggi che raccolgono opere in anteprima italiana provenienti da diversi continenti. Accanto alle competizioni, il festival renderà omaggio a due figure di grande rilievo con i Premi alla Carriera destinati al regista e artista americano Julian Schnabel e alla regista e sceneggiatrice italiana Liliana Cavani, presenza speciale che darà particolare lustro all’edizione.
Liliana Cavani, nata a Carpi nel 1933, è una delle voci più originali e rigorose del cinema italiano del secondo Novecento e oltre. Dopo gli studi di filologia e un percorso formativo al Centro Sperimentale di Cinematografia, esordì nel documentario e nella regia televisiva, affermandosi rapidamente per uno sguardo capace di unire rigore storico, indagine psicologica e una forte carica provocatoria. Il suo stile si caratterizza per una sobrietà formale spesso tesa, per l’attenzione ai meccanismi del potere, del desiderio e della colpa, e per la capacità di affrontare temi scomodi senza concessioni al facile moralismo. Tra le opere principali spiccano Il portiere di notte del 1974, interpretato da Dirk Bogarde e Charlotte Rampling, che esplorava le dinamiche sadomasochistiche e di dipendenza emotiva tra un ex ufficiale nazista e una sopravvissuta ai campi, suscitando controversie e riconoscimenti internazionali; Galileo, dedicato alla figura dello scienziato e al conflitto tra scienza e autorità religiosa; I cannibali, rilettura moderna del mito di Antigone ambientata in un contesto di repressione politica; e film successivi come Beyond Obsession, Ripley’s Game e The Order, oltre a documentari e lavori teatrali. Cavani ha sempre privilegiato personaggi ambigui e situazioni limite, costruendo racconti in cui la Storia e la psiche individuale si intrecciano in modo indissolubile, e la sua presenza a Lucca rappresenta un riconoscimento a una carriera che ha saputo restare fedele a un cinema di ricerca e di impegno etico.
Il Concorso Internazionale Lungometraggi, curato da Stefano Giorgi e Mattia Fiorino, propone dodici film che fotografano le tensioni e le sperimentazioni del cinema di oggi. La giuria è composta dal regista lituano Šarūnas Bartas, dalla costumista premio Oscar Franca Squarciapino e dall’attore e regista Michele Riondino. La selezione unisce opere prime e seconde a titoli già premiati nei festival maggiori, spaziando dal dramma politico al road movie surreale, dal poema audiovisivo senza dialoghi al racconto intimista.
I film in gara sono:
Kurtuluş – Salvation di Emin Alper, co-produzione turca e internazionale, vincitore dell’Orso d’Argento – Gran Premio della Giuria alla Berlinale, ambientato in un villaggio di montagna dove una vecchia faida di terra e di fede rischia di esplodere tra visioni religiose e lotte di potere.
Ha-chan, Shake Your Booty! di Josef Kubota Wladyka, con Rinko Kikuchi, premiato per la regia nella sezione U.S. Dramatic del Sundance, storia di una ballerina di sala di Tokyo che, dopo una tragedia, cerca di ritrovare se stessa attraverso il movimento e un nuovo legame.
Supporting Role di Ana Urushadze, film georgiano che ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria e il FIPRESCI a Rotterdam, centrato su un’ex stella del cinema che, di fronte a un’offerta di ruolo secondario, si trova a confrontarsi con il proprio declino e con un’odissea notturna di trasformazione.
The Quiet Beekeeper di Marcus Carlsson, opera svedese che ha conquistato il Dragon Award del pubblico e quello per la miglior interpretazione a Göteborg, delicato ritratto di un apicoltore e di sua figlia che affrontano insieme, in silenzio, il lutto e la fragilità dei legami familiari.
Master di Rezwan Shahriar Sumit, secondo lungometraggio bengalese vincitore del Big Screen Award a Rotterdam, che segue un insegnante idealista corroso dai meccanismi del potere politico locale.
IAI di Sakai Zenzo, film giapponese in cui una giovane donna torna a casa dopo la morte del padre e comincia a vivere sogni e premonizioni inquietanti.
Snake Milkers and the Miserable Lady di Vahid Alvandifar, opera prima iraniano-svedese che mescola favola macabra e road movie intorno a un cacciatore di serpenti che muore e torna miracolosamente in vita.
First Days di Kim Allamand e Michael Karrer, film svizzero sperimentale e senza dialoghi che racconta due anime in un limbo tra questo mondo e l’aldilà.
Sea Sons di Daniil Merkulov, produzione russa già presentata a Shanghai, che riflette sul significato dell’eroismo contemporaneo.
Panda di Xinyang Zhang, co-produzione singapore-hongkong-cinese, ritratto poetico e surreale di vite marginali sulle rive dello Yangtze.
The Fall of Sir Douglas Weatherford di Sean Dunn, esordio britannico con Peter Mullan nei panni di una guida turistica il cui mondo vacilla quando una serie fantasy invade il suo villaggio scozzese.
Another World di Nikolai Kovalenko, film russo dedicato alla crescita di un ragazzo.
Il Concorso Internazionale Cortometraggi, giunto alla sua ventesima edizione e curato da Laura Da Prato e Dario Ricci, ha selezionato dodici opere da oltre settecento iscritti, provenienti da Cina, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Spagna, Slovenia e Kazakistan. Tutti i titoli sono in anteprima nazionale e tre di essi in anteprima europea. La giuria, presieduta dal regista belga Jaco Van Dormael e composta da Valia Santella, Alex Infascelli e Veronica Lucchesi, assegnerà un premio di mille euro al miglior corto, affiancato dal riconoscimento del pubblico. Le proiezioni si terranno l’1 e il 2 ottobre al Cinema Centrale, con la cerimonia di premiazione prevista per il 3 ottobre. La selezione attraversa generi diversi, dal documentario all’horror, dalla satira nera al racconto storico, e include opere già premiate in festival internazionali.
I cortometraggi in gara sono:
The Tara on Her Head di Dhundrup Lobsang
The Kalgan Horse di Zichen Zhao
The Grandfather Puzzle di Ora DeKornfeld
Kleptomania di Jingkai Qu
Life Goes On di Daniel Audritt e Kat Butterfield
The Man That I Wave At di Ben S. Hyland
Dear Shop Girl di Nira Burstein
Dissension di Alvaro Amate
Coffin Therapy di Zéré Turlykhanova
The Cauldron di Thomas Pierce
Risen From Ruins di Harry Besel
Days of Crossing the Border di Björn Grzemba
Negli anni il Lucca Film Festival ha costruito una reputazione di spazio aperto e attento alle voci meno mainstream, ospitando grandi nomi del cinema internazionale e diventando un punto di riferimento culturale in Italia. L’edizione 2026, con la presenza di Liliana Cavani e con una lineup che privilegia sguardi coraggiosi e sperimentali, conferma questa identità e invita il pubblico a confrontarsi con un cinema capace di raccontare la complessità del presente attraverso forme diverse e spesso inedite.
M. D. L.
