Cronaca

Chiusa l’inchiesta sul primario di Radiologia: abusi sessuali anche per dieci anni di fila

L’inchiesta giudiziaria a carico di Emanuele Michieletti è ufficialmente conclusa, delineando un quadro di eccezionale gravità. Il caso era esploso il 6 maggio 2025 con l’arresto del primario, accusato di aver trasformato i locali dell’ospedale nel teatro di continui abusi. All’epoca dei fatti, la struttura sanitaria aveva disposto il licenziamento immediato del medico, a cui si era aggiunta la sospensione dall’esercizio della professione. Tuttavia, dopo aver scontato sei mesi agli arresti domiciliari, Michieletti è tornato a lavorare all’interno di uno studio privato, in seguito alla revoca della sospensione da parte dell’Ordine dei medici.

A dare l’impulso decisivo alle indagini e a rompere un muro del silenzio che sembrava indistruttibile, è stata la denuncia di una collega, una dottoressa specializzata in radiologia. Secondo quanto ricostruito dagli atti, l’aggressione si è consumata all’interno dello studio del primario, dove la donna si era recata per discutere il programma delle ferie. In quell’occasione, Michieletti l’ha bloccata con la forza contro una parete, costringendola a subire palpeggiamenti e strusciamenti. Solo l’intervento di una terza persona, che ha bussato alla porta ignara di tutto, ha permesso alla dottoressa di divincolarsi, fuggire e rivolgersi ai poliziotti.

La segnalazione della radiologa ha spinto gli inquirenti a installare telecamere nascoste all’interno dell’ospedale. L’attività di intercettazione, durata 45 giorni, ha permesso di documentare una sistematicità impressionante: i filmati hanno registrato ben 32 episodi di violenza sessuale, tra cui rapporti completi e orali. Gli atti d’accusa descrivono un contesto particolarmente complesso, in cui «tutti sapevano, ma nessuno parlava». Gli investigatori hanno riscontrato forti resistenze nel trovare altre vittime disposte a sporgere querela, a causa della paura diffusa di subire ritorsioni professionali. Una delle donne, dopo aver rilasciato la propria testimonianza, ha persino chiesto che venisse cancellata pur di evitare conseguenze personali, a testimonianza del clima di profonda sottomissione psicologica che regnava nei reparti.