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Valentina Tolomei, udienza gup rinviata al 22 settembre, l’imputato chiede di patteggiare

Il gup del Tribunale di Lucca, Raffaella Poggi, alla presenza del pm Enrico Corucci e dell’avvocato dell’imputato Marco Poli, ha rinviato le decisioni al prossimo 22 settembre, dopo aver preso atto anche della richiesta di chiamata in causa del responsabile civile da parte dei familiari della vittima. La decisione sulla pena da comminare al responsabile della morte di Valentina Tolomei, dunque, arriverà in autunno. Nel frattempo la compagnia assicurativa sarebbe in trattativa con la famiglia per il risarcimento. Il 25 maggio del 2025, in quella notte tragica e assurda, l’autovettura Mercedes Classe A, condotta dal 30enne, mentre percorreva a forte velocità la via Romana in direzione di Porcari, aveva investito il ciclomotore Vespa 50 condotto da Valentina, che proveniente dalla via Nuova di Paganico si stava immettendo sulla via Romana in direzione di Lucca. A causa dell’urto la 17enne veniva sbalzata a circa dieci metri sul campo attiguo alla via Romana, decedendo sul colpo, mentre l’auto fuoriusciva dalla sede stradale, e terminava la corsa in un canale. Sul luogo del drammatico incidente erano intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Lucca e delle stazioni di Capannori e di Nozzano, che con l’ausilio dei vigili del fuoco di Lucca che avevano eseguito i primi rilievi, mentre il personale del 118, che aveva tentato la rianimazione, constatava il decesso della giovane ragazza. L’indagato, che all’esito degli esami tossicologici eseguiti presso l’ospedale “San Luca” di Lucca era risultato positivo all’alcol e agli stupefacenti, era stato tratto in arresto per il reato di omicidio stradale, e dopo le formalità di rito, era stato accompagnato presso la sua abitazione dove era rimasto inizialmente in regime di arresti domiciliari, per poi passare al solo obbligo di dimora. Il 30enne, come detto, è difeso dall’avvocato Marco Poli. L’imputato, ad ogni modo, è devastato dalla tragedia, e sta seguendo dal giorno dell’incidente mortale un rigoroso programma terapeutico con una psicologo per provare, nel tempo, a fare i conti con gli enormi sensi di colpa di casi del genere. Dall’altro lato c’è la famiglia della vittima, ci sono gli amici e i parenti, distrutti da una tragedia che non dovrebbe mai capitare e succedere, specie a quell’età. A settembre la sentenza.