La conferma sulla scadenza imminente dell’ultimatum all’Iran con la minaccia di distruggere il Paese “in una notte”. Donald Trump torna all’attacco contro Teheran, in una giornata scandida dal tradizionale evento di Pasqua alla Casa Bianca ma anche da una conferenza stampa fiume dai toni altissimi. Conferenza dove il tycoon ha più volte lanciato la sfida alla Repubblica Islamica sui negoziati, dopo il ‘no’ iraniano alla proposta Usa su una tregua e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Un rifiuto mal digerito dal presidente americano, che ha poi bocciato la controproposta in 10 punti giudicandola “importante”, ma anche “non sufficiente”. “Hanno fatto un passo molto significativo, vedremo cosa succederà”, le parole del tycoon. Che poco dopo, però, è passato nuovamente alle minacce. Ed è così che, se non si arriverà oggi a un accordo per la fine della guerra che dura ormai quasi da cinque settimane, il leader Usa ha promesso a Teheran che scatenerà “l’inferno”. L’intero Paese, le parole di Trump, “può essere distrutto in una notte e quella notte potrebbe essere domani” – e cioè alla scadenza dell’ultimatum fissato alle 20 di oggi ora locale, le 2 di mercoledì notte in Italia – mentre gli Stati Uniti hanno già pronto un piano per distruggere “in quattro ore” tutti i ponti e le centrali elettriche in Iran.
“Abbiamo un piano, grazie alla potenza delle nostre forze armate, che prevede che tutti i ponti dell’Iran siano distrutti entro la mezzanotte di domani sera (4 ore dopo la scadenza dell’ultimatum, ndr), che tutte le centrali elettriche dell’Iran siano fuori servizio e non potranno mai più essere utilizzate. E questo – ha avvertito – avverrà nell’arco di quattro ore, se solo lo volessimo”. “Il popolo iraniano vuole sentire le bombe perché vuole essere libero. La gente non scende in strada a protestare perché” il regime “aprirebbe subito il fuoco contro le persone. Noi abbiamo mandato armi, ma determinati gruppi di persone che avrebbero dovuto consegnarle se le sono tenute. Avrebbero dovuto distribuirle alla popolazione e invece se le sono tenute, sono molto arrabbiato con queste persone”, ha poi aggiunto il presidente, che in precedenti dichiarazioni ha fatto riferimento ad armi affidate ai curdi come mediatori.
(Fonte Adnkronos)
