Mafie nel mondo, presentato il rapporto Onu: “95 mila omicidi all’anno, pari alle vittime delle guerre”
“Dal 2000 a oggi le mafie mondiali hanno ucciso 95mila persone all’anno, pari al numero delle vittime annuali delle guerre, un dato decisamente allarmante che non conferma il mito secondo cui le organizzazioni criminali hanno cambiato il modus operandi ricorrendo meno alla violenza”. Mafie nel mondo, allarme Onu: “Uccidono quanto le guerre”. Le parole sono quelle di Giovanni Gallo, capo della sezione dell’Ufficio delle Nazioni unite contro il crimine pronunciate nel corso della presentazione a Palermo del primo rapporto globale sulle organizzazioni criminali mondiali, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Il rapporto fa un’analisi sull’evoluzione delle mafie internazionali a partire dalla Convenzione di Palermo contro il crimine organizzato firmata nel 2000 fino a oggi.
Lo studio analizza nel dettaglio quattro aspetti: il gran numero di omicidi dei gruppi criminali, lo sviluppo delle tecnologie con l’ampliamento del ventaglio delle vittime perché chiunque è un potenziale bersaglio di estorsioni e frodi online in larga scala. Dallo studio è emerso anche che l’attività più redditizia delle mafie rimane il traffico di sostanze stupefacenti, basti pensare che lungo la rotta balcanica ogni anno gli affari illeciti di eroina e metanfetamina genera proventi per tra i tre e i sette miliardi di dollari e quello di cocaina almeno dieci volte tanto. Nel corso degli anni c’è stata anche una diversificazione del business in reati ambientali, traffico di opere d’arte, disboscamento illecito. Lo studio evidenzia anche il ricorso continuo alla violenza e alle intimidazioni per affermare il potere: in media un omicidio volontario su cinque al mondo è legato alle organizzazioni criminali. Un dato che sale in America latina dove un omicidio su due porta la firma dei cartelli del narcotraffico.
(Fonte Adnkronos)
