Lucca, in San Micheletto la mostra che racconta Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt
La Sala degli Affreschi del complesso di San Micheletto a Lucca, che è sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dal 2 luglio al 16 agosto 2026 ospita la mostra documentaria Elisa Bonaparte e Mimì Pecci Blunt a Marlia. Due donne, due secoli, una Villa. L’idea di realizzare tale esposizione è nata a partire dall’evidente connessione tra queste due donne che, nonostante abbiano vissuto a più di un secolo di distanza, hanno valorizzato il ruolo della cultura all’interno di Villa Reale di Marlia, divenuta grazie a loro fulcro di arte, tradizione e sapere.
L’essenza dell’intera mostra ruota attorno a questo particolare confronto, basato su preziosi e concreti documenti d’archivio. Tra questi spicca la scoperta di ben 15 lettere, di cui 10 autografe, scritte proprio da Elisa Bonaparte Baciocchi a familiari, come il fratello Luciano Bonaparte, e altre persone a lei vicine, tra cui la sua educatrice Madame Campan. Svariate di queste epistole, che hanno un inestimabile valore, sono state esposte in maniera inedita all’interno della mostra con l’intento di celebrarne pubblicamente l’importanza. Le lettere risalgono a un periodo che va dal 1805 al 1820 e rappresentano una valida documentazione, capace di ricostruire gli usi e le consuetudini che più hanno caratterizzato quell’epoca.
Attraverso le parole che le compongono è possibile ripercorrere vari tratti della storia della stessa Elisa Bonaparte e ricostruire alcuni dei suoi rapporti interpersonali, ma non solo. Ognuna di queste epistole, difatti, regala una panoramica sulla città di Lucca di quegli anni, permettendo a chi legge di conoscerla più a fondo.
La bellezza della mostra, come anticipato, ha a che fare con il vivo dialogo tra queste due donne, che viene presentato mediante il racconto della vita di Mimì Pecci Blunt. L’esposizione, non a caso, comincia con una prima parte dedicata alla ricostruzione della sua infanzia, trascorsa a Roma e improntata a una formazione che l’ha resa una profonda estimatrice della cultura. La seconda parte prende avvio, invece, da un’ulteriore fase della sua parabola esistenziale, che ha avuto inizio nel 1923, l’anno in cui acquistò la Villa Reale di Marlia dopo le sue nozze con Cecil Blumenthal. Tutti i dettagli della mostra, tra cui un inventario da lei redatto tra il 1923 e il 1926 che riporta alcuni dei suoi acquisti, mettono in evidenza il suo desiderio di ridare a questo luogo l’immagine di un tempo.
Numerose tracce, infatti, confermano che Mimì Pecci Blunt effettuò minuziose ricerche con un intento ben preciso: arredare e organizzare la Villa, che era appartenuta a Elisa Bonaparte, per far rivivere il gusto napoleonico. Riuscì, dunque, a rievocare quel clima, rendendo la villa un vero e proprio salotto internazionale in cui poter ospitare artisti provenienti da tutto il mondo, come Alberto Moravia e Salvador Dalì. Ciò che più rende veritiera la mostra, spingendo i visitatori ad apprezzarla e a sentirsi parte di un mondo tanto distante, è l’esposizione di capi d’abbigliamento, oggetti, cappelli e fotografie di cui la donna era una grandissima appassionata. È l’insieme di tutti questi elementi che conferisce all’iniziativa un’anima che affascina e coinvolge.
Inoltre, la mostra sarà accompagnata da tre eventi che si svolgeranno a Villa Bottini. Questi ultimi porteranno in scena un dialogo in musica tra Mimì Pecci Blunt ed Elisa Bonaparte, presentando un’unione ideale che, malgrado tempo e spazio, le pone in diretta comunicazione.
