Il caso dei “30 secondi”, ex sindacalista 48enne condannato per violenza sessuale su una hostess
Nel 2018, accusò un ex sindacalista che lavorava all’aeroporto di Malpensa di averla molestata durante un colloquio su una vertenza. A distanza di otto anni la donna, una ex hostess, ottiene finalmente giustizia. La Corte d’Appello di Milano nel secondo grado ‘bis’, nella giornata del 10 luglio, ha condannato per violenza sessuale il 48enne a un anno e 2 mesi, dopo due gradi di giudizio in cui era stato assolto. Il processo – passato alle cronache come il caso dei “30 secondi” – aveva scatenato non poche polemiche.
Con due sentenze, di primo e secondo grado, l’ex sindacalista era stato assolto dall’accusa di violenza sessuale perché, scrivevano i giudici, la donna in 30 secondi, il tempo in cui l’uomo da dietro le si era avvicinato per compiere la molestia, avrebbe potuto opporsi. Poi, la Cassazione aveva annullato con rinvio l’ultimo verdetto per un nuovo processo d’appello, dopo il ricorso della Procura generale. Il “ritardo nella reazione” della “vittima”, ovvero “nella manifestazione del dissenso”, aveva scritto la Suprema Corte motivando l’annullamento con rinvio della doppia assoluzione, deciso nel febbraio 2025, è “irrilevante” per la “configurazione della violenza sessuale”. E su questo aspetto “la giurisprudenza è netta”, perché la “sorpresa” di fronte all’abuso “può essere tale da superare” la “contraria volontà”, ponendo chi subisce nella “impossibilità di difendersi”.
Il pg Renna, davanti alla seconda sezione penale della Corte milanese (presidente del collegio Enrico Manzi), aveva chiesto la condanna a 2 anni per l’ex sindacalista. Nelle precedenti udienze, sempre a porte chiuse, la donna, non più hostess e assistita dall’avvocato Gionata Bonuccelli, aveva testimoniato ancora una volta. “La difesa ha cercato di minare la sua credibilità, che invece è uscita ancora ben salda, ha ripetuto quei fatti”, aveva chiarito il legale di parte civile. I giudici delle sentenze di assoluzione (in primo grado il Tribunale di Busto Arsizio, Varese, nel 2022), invece, avevano scritto che la condotta del sindacalista non aveva “vanificato ogni possibile reazione della parte offesa, essendosi protratta per una finestra temporale”, ossia “20-30 secondi”, che “le avrebbe consentito anche di potersi dileguare”. Poi la decisione dei giudici nell’Appello bis che hanno anche riconosciuto a carico dell’imputato una provvisionale di risarcimento a favore della 49enne da 10mila euro.
(Fonte Tg com 24)
