Gaza, una cronaca infinita di atrocità che ha subito un massiccio aumento di recente
A corto di idee ho chiesto al direttore un consiglio su cosa potessi scrivere e mi ha fatto notare che non si parla più tanto di Gaza. Io stesso dopo aver tenuto per circa un anno la rubrica “Linea Oriente” (nella quale si è cercato di fare un po’ più di chiarezza sul contesto della questione israeliana e palestinese) ho sentito l’esigenza di passare il testimone in quanto non riuscivo più a seguire con la lucidità necessaria lo stillicidio giornaliero di crimini e abusi commessi dall’esercito israeliano occupante nei confronti della popolazione civile palestinese. Una cronaca infinita di atrocità che ha subito un massiccio incremento da quando lo stato ebraico è governato dalla peggiore classe dirigente di sempre che gli studiosi del futuro di certo assimileranno ai più cinici e spietati criminali della storia.
Rispondo dunque all’appello del direttore citando l’ultima notizia pubblicata oggi 29 settembre 2026 da Al-Jazeera, appresa da fonti palestinesi e israeliane, che riferisce dell’ennesimo attacco dell’aviazione militare israeliana sulla città di Gaza in cui è rimasto ucciso Izz al-Din al-Beik, comandante al vertice delle milizie di Hamas nella striscia di Gaza. Fonti mediche e di Hamas hanno confermato che l’attacco ha colpito il palazzo dov’era situato l’appartamento del dirigente del partito islamico che aveva assunto il comando delle Brigate Al-Qassam nel nord di Gaza all’inizio della guerra – ormai si chiama così – contro le forze di occupazione israeliane.
Nuove immagini satellitari recentemente aggiornate da Google Maps mostrano la portata apocalittica delle distruzioni apportate dalle forze armate israeliane nella striscia di Gaza a quasi tre anni dall’inizio delle operazioni militari. Interi quartieri sono ridotti a cumuli di macerie, ormai è praticamente impossibile distinguere una zona dall’altra, delle strade non rimangono che labili tracciati quasi invisibili. Intorno alla città i terreni agricoli sono carbonizzati, gli antichi luoghi di culto di rilevanza storica risultano gravemente danneggiati o completamente distrutti e cancellati dal paesaggio.
E mentre accade tutto ciò nel nostro paese il cosiddetto “campo largo” si ritrova al cinema Adriano di Roma per la visione di “Naza”, un documentario che denuncia lo sterminio sistematico dei palestinesi da parte dell’IdF nella striscia di Gaza. Molto interessante, per carità, tuttavia oltre che guardare resoconti filmati e discuterne le forze di opposizione presenti in Parlamento potrebbero attrezzarsi per varare qualche iniziativa politica più concreta e incisiva su un dossier particolarmente scottante e doloroso come questo che inevitabilmente coinvolge i rapporti dell’Italia con Israele ponendoci davanti al dato inoppugnabile per cui se il nostro governo sostiene l’esecutivo attualmente in carica a Tel Aviv ci rende di fatto tutti complici.
Intanto a destra c’è ancora qualche impresentabile, in particolare mi riferisco a un ex portavoce governativo, che si affanna a negare il genocidio in atto a Gaza. Se seguite i dibattiti in TV capirete a chi mi riferisco. Non sono nella posizione né ho la volontà di mettermi a fare il polemista facendo nomi e cognomi ma oggettivamente ascoltare certi deliri televisivi da parte di un soggetto che si vorrebbe essere giornalista professionista è roba da far cadere le braccia a chiunque sia dotato di buon senso, soprattutto ai colleghi di categoria più seri e preparati. Del resto la dimensione tragica del martirio di Gaza trascende qualunque tipo di dissertazione linguistica sulla definizione di ciò che sta accadendo sotto gli occhi di tutti.
