Cronaca Esclusivo

La tragedia di Lunata del 2020, maxi risarcimento per i familiari di una delle 3 vittime dell’incidente

In sede processuale il giudice ha attribuito l'80% di colpa a chi guidava la moto e il restante 20%  a chi guidava lo scooter.

Una tragedia immane era venuta fuori da un drammatico incidente stradale a Lunata, in provincia di Lucca, sulla via Pesciatina, il primo giugno del 2020. Nel terribile scontro tra una moto guidata da un 38enne e uno scooter con in sella due 17enni, tutti e tre avevano perso la vita. Una delle giornate più tremende e terrificanti. Erano infatti già tutti morti quando sono arrivate sul posto le tre ambulanze e l’auto medica di Lucca inviata dalla centrale operativa del 118. Pezzi di rottame erano volati ovunque, una ruota era finita perfino nel cortile della vicina scuola. La telefonata ai numeri di soccorso era stata fatta da alcuni passanti pietrificati e inorriditi da quello che avevano appena visto intorno alla 14,30 di un pomeriggio da dimenticare, quando all’improvviso si era scatenato l’inferno sulle strade in provincia di Lucca. Una delle strade più pericolose dell’intera provincia lucchese.

Nei giorni scorsi il giudice Ilaria Chianca del Tribunale civile di Lucca, ha condannato in solido la compagnia assicurativa della moto e gli eredi del conducente, a risarcire i familiari del 17enne deceduto nel tragico incidente che era alla guida dello scooter, con circa 750mila euro. Questo perché in sede processuale il giudice ha attribuito l’80% di colpa a chi guidava la moto e il restante 20%  chi guidava lo scooter. L’altro adolescente deceduto nel drammatico scontro, che era in sella allo scooter come passeggero, deve essere risarcito a prescindere dalle responsabilità di chi era alla guida, perché in Italia il cosiddetto “terzo trasportato” va sempre e comunque risarcito. Si legge infatti nella sentenza di primo grado: “Il sinistro risulta pertanto causalmente riconducibile sia alla manovra di svolta intrapresa dallo scooter senza concedere la precedenza, sia alla condotta del motociclista della Bmw che procedeva a velocità eccezionalmente superiore al limite e senza mantenere la parte più a destra della propria corsia. Sulla scorta di tali considerazioni e alla luce della dinamica complessiva del sinistro, pare dunque equo attribuire in capo al conducente della moto l’80% di responsabilità nella causazione del sinistro mortale, essendo il restante 20% riferibile alla condotta colpevole di chi guidava lo scooter”. Questo il verdetto di primo grado.