La Spagna batte con un convincente 2-0 la Francia e stacca il pass per la seconda finale mondiale della sua storia dopo quella del 2010. Decisive le reti di Oyarzabal e Pedro Porro per la squadra di Luis de la Fuente, che ora sfiderà la vincente della sfida di domani tra Inghilterra e Argentina. Che il match di Dallas fosse un appuntamento stellare lo dicevano lo si sapeva già dalla vigilia: il livello tecnico, la qualità dei protagonisti in campo, i trofei recenti e, non da ultimo, il valore economico delle due rose. Parliamo di cifre da record: la Francia si presentava con un gruppo dal valore complessivo di 1,52 miliardi di euro, mentre la Spagna rispondeva con 1,22 miliardi. Tra le fila delle due nazionali si contano ben sette giocatori che sul mercato superano i 100 milioni di valutazione e ben ventidue che valgono almeno 50 milioni (di cui 15 francesi e 7 spagnoli).
Sulla carta, i francesi partivano favoriti proprio per la forza economica e i trofei vinti con i club dei singoli reparti. La difesa spagnola paga dazio (300 milioni contro i 450 dei rivali) e il centrocampo registra ancora un divario a favore dei Bleus (440 milioni contro 320). In attacco, poi, la differenza è gigantesca. La squadra di Didier Deschamps poteva schierare pepite purissime come Doué, Dembélé, Olise e Mbappé, un quartetto offensivo quasi unico nella storia del calcio recente.
Tuttavia, il campo ha premiato l’organizzazione e il coraggio degli spagnoli. Alla vigilia, la giovane stella Lamine Yamal, che ha compiuto proprio ieri 19 anni, aveva dichiarato con sfrontatezza che questa sfida rappresentava «la vera finale». Un’opinione condivisa anche dal ct argentino Lionel Scaloni, in attesa di giocare la sua semifinale contro l’Inghilterra ad Atlanta: «All’inizio tutti aspettavamo questa partita, ma solo una squadra arriverà a New York». Alla fine sarà la Spagna a giocarsi la coppa.
