Cronaca

Viareggio piange il giovane Gabriele Martini: in duemila per l’ultimo saluto al “gigante buono” di 17 anni travolto da un suv

Una folla immensa ha riempito la chiesa di Santa Rita per l'ultimo saluto al ragazzo viareggino. Commoventi le parole dell'amico ricoverato in ospedale: "Mi hai salvato la vita, ora vivrò per te".

Una chiesa troppo piccola per contenere tutto il dolore di una città. Viareggio ha salutato oggi, martedì 23 giugno, Gabriele Martini il ragazzo di appena 17 anni morto nel tragico incidente avvenuto all’alba di sabato scorso tra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi, e lo ha fatto con una partecipazione che raramente si vede anche nelle vicende più dolorose. Quasi duemila persone hanno raggiunto la chiesa di Santa Rita, nel quartiere dell’Ex Campo d’Aviazione, per stringersi attorno alla famiglia e accompagnare nel suo ultimo viaggio quel ragazzo che tutti chiamavano semplicemente “Gabbo”.

Fin dalle prime ore del pomeriggio il piazzale della chiesa si è riempito di amici, compagni di scuola, insegnanti, conoscenti e semplici cittadini rimasti profondamente colpiti da una tragedia che ha sconvolto non soltanto Viareggio, ma tutta la Versilia. A colpire maggiormente era soprattutto la presenza di centinaia di giovanissimi. Ragazzi e ragazze poco più che adolescenti, molti dei quali con gli occhi rossi e segnati dalle lacrime, raccolti in un silenzio quasi irreale che rendeva ancora più evidente la profondità del dolore.

Molti di loro indossavano magliette nere realizzate appositamente per ricordarlo. Su alcune era stampata la frase “Nessuno muore se vive nel cuore di chi resta”, mentre altre riportavano una fotografia di Gabriele. Un modo semplice ma potente per sentirlo ancora vicino in una giornata che nessuno avrebbe mai voluto vivere. Quando la bara bianca ha fatto il suo ingresso nella chiesa, accompagnata dai familiari, un lunghissimo applauso si è alzato tra la folla. Un applauso che sembrava voler abbracciare i genitori e allo stesso tempo salutare quel ragazzo la cui assenza appare ancora oggi impossibile da accettare.

L’interno della chiesa era adornato da gigli, rose bianche e soprattutto girasoli, fiori che con i loro colori accesi sembravano quasi voler contrastare il grigiore di una giornata segnata dal dolore. Durante la celebrazione gli amici hanno voluto dedicargli un gesto che resterà impresso nella memoria di tutti i presenti. Hanno infatti srotolato un enorme striscione con la scritta “Gabbo brilla sempre per noi”, reggendolo insieme tra le lacrime e gli sguardi commossi di chi assisteva alla scena. In quelle poche parole era racchiuso il legame speciale che univa Gabriele ai suoi amici e il vuoto enorme che la sua scomparsa ha lasciato.

A celebrare il funerale è stato don Luigi Angelini, professore di religione del liceo scientifico frequentato dal ragazzo, affiancato dal parroco don Luigi Pellegrinetti. Nell’omelia il sacerdote ha scelto di ricordare non tanto il dramma della sua morte quanto la bellezza della sua vita e il segno che era riuscito a lasciare nelle persone che lo circondavano. “Gabbo era un gigante buono, un amico sincero, l’anima della sua classe e dei suoi amici”, ha detto rivolgendosi ai tantissimi giovani presenti. “In questo tragico momento la domanda non deve essere perché, ma cosa posso imparare da tutto questo?. Ripensate la vostra vita con orizzonti di amore e di eterno. Grazie Gabbo”.

Tra i momenti più intensi e commoventi della cerimonia c’è stato senza dubbio il messaggio inviato dall’ospedale da Tommaso, il diciottenne che viaggiava con lui sullo scooter al momento dell’incidente e che è tuttora ricoverato a Pisa. Le sue parole, lette durante la funzione, hanno spezzato il cuore dei presenti. “Tutti sanno che eri una persona importante per me. Tre anni fa mi hai tirato fuori di casa e mi hai insegnato ad uscire. La notte dell’incidente mi hai salvato la vita. Ora vivrò per te”. Una dichiarazione semplice e sincera che racconta meglio di qualsiasi descrizione il tipo di amico che Gabriele fosse per chi gli stava accanto ogni giorno.

A rendere ancora più straziante la cerimonia è stato il dolore della famiglia. Mamma Ardita, distrutta dalla perdita del figlio, non è riuscita a trattenere le lacrime e il suo grido disperato ha attraversato il silenzio della chiesa: “Gabri amore mio, come farò senza di te?”. Una frase che racchiude tutta la sofferenza di una madre costretta ad affrontare il dolore più grande che possa esistere.

Al termine della funzione, mentre il caldo pomeriggio versiliese avvolgeva la città, decine di palloncini sono stati liberati nel cielo. Gli amici li hanno seguiti con lo sguardo fino a quando sono diventati piccoli punti all’orizzonte, in un ultimo saluto carico di emozione. Poi i motorini, l’asfalto caldo e una lunga scorta di amici, amiche, ragazzi, giovanissimi, che hanno accompagnato la salma di Martini al cimitero. Gabriele, per tutti Gabbo, un ragazzo che aveva saputo farsi voler bene da così tante persone, un amico che molti descrivono come un gigante buono e che continuerà a vivere nel cuore di una comunità intera, ben oltre il dolore di questi giorni.