Cronaca

Via libera della Camera al Ddl sul nucleare: mini reattori al posto delle vecchie centrali

A quasi quarant’anni dal referendum che sancì l’addio del nucleare in Italia, si apre uno spiraglio per il suo ritorno. La Camera ha infatti approvato in prima lettura il disegno di legge delega sul nucleare «sostenibile», presentato dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Il testo ha incassato 155 voti favorevoli (centrodestra, Azione e Pld), 8 astensioni (Italia Viva) e 86 contrari (Pd, M5S e Avs). L’obiettivo del governo è chiudere l’iter parlamentare entro l’estate per poi varare i decreti attuativi entro la fine del 2026.

Non si tratta di una risposta immediata al caro-bollette dato dalla guerra in Medio-Oriente, ma di una strategia a lungo termine. Il provvedimento punta a creare un quadro giuridico adeguato affinché si possa valutare il ritorno al nucleare dal 2030. Al centro del progetto non ci sono le vecchie grandi centrali, ma i cosiddetti small modular reactor: piccoli reattori dislocati sul territorio nazionale, considerati più gestibili e sicuri.

La legge in questione non regolerà solo la futura produzione di energia e idrogeno, ma riordinerà anche la gestione delle scorie radioattive, lo smantellamento dei vecchi siti e la ricerca sulla fusione. Per sbloccare i cantieri si punterà su autorizzazioni amministrate direttamente dal Ministero, che sostituiranno ogni altra licenza locale (escluse le valutazioni ambientali). È inoltre al vaglio la nascita di un’Authority indipendente per la sicurezza nucleare. Grazie alle richieste dell’Anci, i Comuni saranno consultati in merito alla localizzazione delle aree e beneficeranno di adeguate compensazioni economiche. I territori, in aggiunta, avranno anche la possibilità di autocandidarsi.

Sul piatto ci sono investimenti da 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2027-2029. Tra le novità proposte alla Camera figurano anche lo sviluppo di una filiera industriale nazionale ed europea e lo studio della propulsione nucleare per le navi. Tuttavia, per il momento, rimane netto il rifiuto delle opposizioni (Pd, M5S, Avs), che denunciano una «delega in bianco» e accusano la maggioranza di distogliere risorse dalle fonti rinnovabili senza risolvere l’attuale emergenza energetica. Di parere opposto il ministro Pichetto Fratin, secondo cui l’atomo di nuova generazione garantirà all’Italia maggiore indipendenza energetica e decarbonizzazione: «Il nucleare non è una bandiera politica — ha concluso — ma uno strumento da valutare con responsabilità verso le prossime generazioni».