Cronaca

Violenza sui bus in Toscana, i sindacati sono per lo stop del servizio dopo le 22

Per i sindacati occorre un cambio di passo, ricordando come sia attivo in prefettura un tavolo sulla sicurezza e un protocollo sottoscritto tra tutte le parti.

Una lite finita con lanci di bottiglie e un’aggressione a una turista, presa a schiaffi. Sono gli ultimi gravi episodi di violenza sui bus tra le province di Firenze e Siena nel giro di una settimana. Ma la lista è lunga e riguarda anche altre città regionali. A denunciarli la rsa Trasporto extraurbano Firenze di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti che hanno scritto una lettera all’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni, alla sindaca di Firenze Sara Funaro, alla prefetta Francesca Ferrandino e all’Osservatorio della Metrocittà, chiedendo anche di valutare l’interruzione del servizio dopo le 22.

Il primo episodio, secondo quanto riferito dai sindacati, è avvenuto durante il notturno della linea 25 a Firenze: “Una lite furibonda tra un gruppo, in evidente stato di alterazione e già noto, cominciata per futili motivi lungo la via Bolognese e sfociata velocemente in lanci di bottiglie di vetro, una terminata sulla testa di uno del gruppo e l’altra sul parabrezza a pochi centimetri dall’autista, che è stata anche ripetutamente offesa e minacciata di morte qualora avesse interrotto la corsa.

Risultato? Linea sospesa, 2 ambulanze e collega sotto shock emotivo”. Il secondo episodio riguarda l’aggressione a una turista sulla linea 131 Colle Val d’Elsa-Poggibonsi-Firenze. “Una tratta che dopo le ore 19 si trasforma in terra di nessuno, dominata da gang di ragazzi, quasi tutti minorenni, talvolta armati. La turista, rea di aver invitato i ragazzi a smettere di infastidire i passeggeri con grida e musica ad alto volume e a non lanciare oggetti dai finestrini, come già fatto dall’autista, è stata presa a schiaffi” da uno di loro, “mentre gli altri, con espressioni offensive, esortavano l’autista è continuare a guidare e guardare avanti”. Per i sindacati occorre un cambio di passo, ricordando come sia attivo in prefettura un tavolo sulla sicurezza e un protocollo sottoscritto tra tutte le parti. “Ad oggi le uniche misure adottate, nei limiti del possibile, sono quelle messe in campo da Autolinee Toscane, a cominciare dalle cabine interamente chiuse”.

E tra le richiesta c’è anche quella di rivedere il servizio notturno, terminandolo “entro le 22”, considerando il “rischio cui sono esposti gli autisti, i costi per l’azienda in termini di danni a personale e mezzi, oltre che per l’ente appaltante circa i chilometri che eroga per un servizio poi sistematicamente sospeso”.

(Fonte Ansa)