Cronaca

Tragedia in Nepal, parla il fotografo di Altopascio Stefano Lotumolo: “Sono vivo per miracolo”

Il bilancio della terribile alluvione in Nepal è provvisorio ma già tragico: i dispersi sono 1.300 fra cui 540 turisti stranieri.

“Sono vivo. Ancora non ci credo, ma sono vivo”. Sono le prime parole che il fotografo lucchese Stefano Lotumolo ha postato su Instagram dopo essersi messo in salvo. Il 39enne era in Nepal con un gruppo di otto persone: due giorni prima dell’alluvione aveva lasciato Kathmandu per andare verso il Monte Kailash, in Tibet, e documentare con la sua macchina fotografica il pellegrinaggio verso questa montagna, considerata sacra. Il fotografo ringrazia chi lo ha contattato per avere notizie e racconta. “Ero in uno dei punti più colpito dall’alluvione in Nepal, a Tamure, a pochi km dal border Nepal-Cina. Le onde di fango e detriti hanno raggiunte altezze incredibili come le scene che sei abituato a vedere nei film”. Scrive ancora su Instagram. “Dopo una notte passata in una casa arroccata sulle montagne, stamani dalle 6 sono arrivati i militari nepalesi a salvarci. Ha piovuto tutta la notte. Abbiamo alternato momenti di gratitudine ad altri di paura per nuove frane”.

Al Corriere della Sera Lotumolo ha spiegato: «Abbiamo avuto un minuto per salvarci. Tutto è stato spazzato via». E ha aggiunto: «Due pullman in tutta la vallata non sono caduti in quei momenti e uno era il nostro». Questo ha dato loro il tempo di salire verso la casa in cui hanno trascorso la notte». Sono in salvo le altre sette persone che erano con lui compresa la compagna. «Intorno a noi, sono morte migliaia di persone, i numeri che stanno emergendo sono sottostimati. Sono stati spazzati via interi villaggi. C’erano case, camion, lavoratori: non è rimasto niente». Il bilancio è provvisorio e già tragico: i dispersi sono 1.300 fra cui 540 turisti stranieri.

(Fonte Vanity Fair e Corriere della Sera)