Un 48enne residente a Sant’Anastasia, nel napoletano, ha confessato di aver ucciso, spingendole nel vuoto, le due donne trovate senza vita in un cantiere edile abbandonato a Pollena Trocchia. Il suo nome è Mario Landolfi, padre e marito, è un uomo già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti legati alla droga. Quest’ultimo è stato individuato e fermato grazie alla testimonianza di due giovani. I ragazzi lo hanno visto entrare in compagnia di una donna nello stabile abbandonato e poi uscire da solo, dopo circa 20 minuti, con in mano una borsetta bianca. L’ambiguità della situazione li ha spinti a segnalare l’accaduto ai carabinieri. Uno dei due giovani, inoltre, lo ha anche riconosciuto e ha scattato una foto alla sua automobile con targa ben visibile. In caserma il testimone, alla vista delle foto del 48enne, ne ha subito confermato l’identità.
Quando i militari dell’Arma sono giunti sul posto, hanno fatto una terribile scoperta. Riversi a terra, con delle ferite alla testa compatibili con una traumatica caduta dall’alto, c’erano i corpi delle due donne ormai privi di vita. Le preziose indicazioni del testimone hanno permesso ai carabinieri di raggiungere l’abitazione dell’uomo per condurlo in caserma e sottoporlo a un interrogatorio. Sua moglie ha confermato, per giunta, l’assenza del marito proprio in quegli orari.
Mario Landolfi ha affermato che si trattava di due prostitute e che le ha uccise per non pagarle. Stando alla sua versione, le due vittime, per una prestazione sessuale, avrebbero chiesto ulteriore denaro oltre a quello pattuito inizialmente. Sarebbe questa, a suo dire, la ragione che lo ha spinto ad agire, provocando la loro morte. Le vittime sono state uccise in giorni diversi, ma nello stesso luogo e con la medesima modalità. Lyuba, una 49enne di origini ucraine, è stata aggredita nella notte di sabato 16 maggio e Sara, una 29enne nata nel casertano e senza fissa dimora, è stata lanciata nel vuoto la notte seguente, come dichiarato dai testimoni che hanno dato l’allarme.
Le indagini sono coordinate dalla procura di Nola e guidate dalla pm Martina Salvati, alla cui presenza è avvenuta anche la confessione del duplice omicidio. Gli inquirenti stanno indagando per comprendere le reali dinamiche dell’aggressione, poiché la ricostruzione fornita dal 48enne, secondo cui si sarebbe difeso dagli attacchi delle due donne, non convince. Le indagini, dunque, devono necessariamente proseguire, affinché la verità venga alla luce. Attualmente il 48enne si trova in stato di fermo nel carcere di Poggioreale con le accuse di duplice omicidio aggravato da futili motivi.
Il cantiere edile in cui si sono consumate queste tragiche uccisioni rappresenta un’area pericolosa di Pollena Trocchia, una zona abbandonata a sé stessa e frequentata per motivi tutt’altro che positivi. Questa costruzione incompiuta avrebbe potuto cambiare le sorti di tante persone bisognose di una casa ed è diventata, invece, un simbolo di precarietà, violenza e degrado. Purtroppo, è solo uno dei tanti luoghi in Italia in cui la normalità ha ceduto il posto a disordine e criminalità.
