Cronaca

L’estate esplode con un mese di anticipo, fiammata sull’Italia: sole e caldo fino a 35 gradi

Dopo settimane segnate da un’evidente instabilità e da temperature sotto le medie stagionali, l’Italia si appresta a vivere la prima vera fiammata pre-estiva dell’anno. Secondo le ultime previsioni meteorologiche, i termometri sono pronti a una rapida impennata che porterà le temperature a sfiorare i 30°C in molte città, per poi spingersi fino a punte di 32-33 gradi nel corso del fine settimana e toccare addirittura i 34°C all’inizio della prossima settimana. Lorenzo Tedici, meteorologo di iLMeteo.it, fa notare che quest’anno il grande caldo ha tardato a manifestarsi rispetto al passato recente. Nel 2025, infatti, i primi 30 gradi della stagione si registrarono molto prima, già durante il ponte del Primo Maggio, coinvolgendo in modo esteso anche le regioni del Nord. Questo ritardo mette in luce una spiccata e continua irregolarità delle stagioni, un fenomeno che si fa sempre più frequente e incontrollabile nel contesto dell’attuale crisi climatica globale, caratterizzata da sbalzi termici improvvisi e passaggi repentini da drastici cali di temperatura a improvvisi picchi di calore.

L’ondata di calore non si distribuirà però in modo omogeneo sul territorio nazionale. Assisteremo a un vero e proprio “ribaltamento termico”: in una prima fase, il Centro-Nord godrà di temperature diffusamente più alte rispetto al Sud. Oltre alla ventilazione, il Sud farà i conti con una temporanea instabilità pomeridiana. Sono previsti rapidi acquazzoni lungo i rilievi appenninici in discesa verso le coste tirreniche, tra basso Lazio, Campania e Calabria, per poi concentrarsi nel weekend tra Calabria e Sicilia, con fenomeni localmente intensi sui versanti ionici. Questo anticipo d’estate si inserisce in un quadro nazionale preoccupante, dove l’Italia si conferma tra i paesi più vulnerabili d’Europa agli impatti della crisi climatica. Gli esperti avvertono che stagioni estive sempre più precoci, calde e lunghe non sono più l’eccezione, ma costituiscono la nuova normalità. Il problema principale è legato all’estremizzazione dei fenomeni: lunghi periodi di siccità e ondate di calore africano si alternano repentinamente a a piogge torrenziali e grandinate imprevedibili e distruttive. Un’altalena termica che mette a rischio l’agricoltura, riduce le riserve idriche e surriscalda i centri urbani, trasformando l’estate in una sfida tanto ambientale quanto economica, sempre più complessa da gestire.