Una decisione mai presa prima per un carcere, ma che non sorprende, vista la situazione. Il tribunale di Firenze ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni tra i reparti detentivi dell’istituto di Sollicciano a Firenze. Per questo circa 240 detenuti sono stati trasferiti in altri penitenziari. Il motivo del provvedimento sono le precarie condizioni igienico sanitarie delle celle e di alcuni spazi comuni: circostanze rilevate da un’inchiesta della procura di Firenze sulla base di segnalazioni pervenute da ricorsi presentati dai detenuti ai magistrati di sorveglianza. Le indagini hanno puntato a verificare il rispetto delle norme del decreto legislativo sulla ‘Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro’. Al momento non ci sarebbero indagati mentre il sequestro preventivo ha riguardato tre sezioni del reparto giudiziario maschile, altre tre del reparto penale maschile e infine la sezione ‘accoglienza’.
Le gravi condizioni del carcere di Sollicciano, alle prese con cimici, insetti, impiantistica carente, erano note. Lo stesso Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che era già al lavoro per una serie di interventi, ha fatto sapere di aver “risolto alcune problematiche, effettuando ristrutturazioni di singoli reparti detentivi. Essendo però necessario un intervento di maggiore portata, è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell’istituto la somma di nove milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di bilancio 2025”. “Nell’ambito di questa procedura in atto – prosegue il Dipartimento – il 15 maggio scorso si è proceduto all’aggiudicazione della progettazione dei lavori per la completa riqualificazione della Casa circondariale e, allo stesso tempo, per velocizzare i lavori, si sta valutando di anticiparne parte di essi, stralciando alcuni interventi prioritari dalla progettazione complessiva”.
Per il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, il sequestro rappresenta “una conseguenza inevitabile considerato lo stato di enorme degrado. È un atto inedito perché in tanti anni di avvocatura non avevo mai visto un fatto simile e va reso merito ai magistrati, dalla Procura alla sorveglianza, perché hanno messo il dito in una piaga a tutti evidente e sollecitando una soluzione a questo problema”. A parlare di una “situazione arrivata oltre il limite” è anche la sindaca di Firenze, Sara Funaro, mentre i sindacati della polizia penitenziaria commentano unanimi: “Prima o poi sarebbe accaduto”.
Le condizioni del carcere di Sollicciano sono al centro di polemiche e vicende giudiziarie da anni. Lo scorso gennaio la corte d’Appello di Firenze parlò della necessità di eseguire “lavori radicali al carcere o chiuderlo”, affermando che i “detenuti erano in condizioni contrarie al principio di umanità”. Ma c’erano state anche polemiche interne: contrasti dentro l’amministrazione penitenziaria costarono sanzioni del Dap alla direttrice Antonella Tuoni, la quale subì ispezioni nel 2024. Le sanzioni furono annullate dal Tar che ha poi condannato il ministero della Giustizia a risarcire Tuoni. È di inizio 2024 un altro episodio, quando un detenuto, attraverso un ricorso, ebbe uno sconto di pena denunciando di aver subito una detenzione inumana e degradante: il caso convinse altri 200 detenuti dello stesso carcere a intentare ricorsi analoghi. A marzo 2026 la situazione delle celle era invece approdata anche alla Corte Costituzionale.
(Fonte Ansa)
