Rovinano un’opera d’arte in casa di un facoltoso imprenditore toscano e ora dovranno pagare i danni
Operai maldestri rovinano irrimediabilmente un’opera d’arte contemporanea, e ora la ditta per cui lavorano dovrà pagare i danni al proprietario, quasi 50 mila euro. Nel 2023 un facoltoso collezionista fiorentino aveva commissionato a una società di Prato la realizzazione di una struttura mista metallo-plexiglass da sistemare nell’ampio terrazzo di casa. Nel contratto c’è ovviamente anche la fase di trasporto e posa della struttura e quindi il 20 febbraio di 3 anni fa gli operai della ditta pratese vanno a casa dell’uomo per completare il lavoro. Ma le cose non vanno come dovrebbero andare e i 4 operai nel salire le scale che portano al terrazzo dell’abitazione del collezionista fiorentino urtano un quadro e lo graffiano profondamente. Lo squarcio è di oltre 6 centimetri e risulterà alla fine insanabile come danno, per mantenerne il valore. Ne viene fuori un contenzioso giudiziario perché non ci si mette d’accordo sul valore dell’opera d’arte né sulla irrimediabilità del danneggiamento. Per la ditta con un restauro fatto bene si può porre rimedio mentre per il collezionista no. Inoltre per quantificare un’opera d’arte contemporanea serve un esperto terzo rispetto alla ditta e al collezionista che sia imparziale e qualificato. Si decide di rivolgersi ad esperti francesi in materia che stabiliscono il valore del quadro in circa 55 mila dollari, cioè circa 47 mila euro. Inoltre i periti del Tribunale di Prato affermano che non è possibile un restauro che possa anche consentire di mantenere il valore dell’opera, cioè si può riparare ma perderà quasi per intero il suo prezzo sul mercato. L’opera era stata acquistata in una galleria milanese con sedi in Italia e Dubai un paio d’anni prima dal collezionista di Firenze. Per il giudice Michele Sirgiovanni del Tribunale di Prato la ditta è l’unica responsabile del singolare danneggiamento: “Sottoposta ad accurata analisi, in effetti è stata evidenziata una lesione meccanica localizzata, consistente in un graffo di forma curvilinea, con una lunghezza stimata di circa 6 cn e una profondità di circa 1.5 mm, e trattandosi di opera artistica, anche una lievissima traccia appare astrattamente idonea a riflettersi sul valore commerciale”. Ora la società pratese dovrà risarcire il proprietario dell’opera d’arte con circa 46 mila euro.
