Report annuale del dipartimento antidroga, a Lucca in aumento il consumo medio di metamfetamina
La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia del 2026, a cura del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze di Palazzo Chigi, restituisce un quadro complesso e in continua evoluzione dei comportamenti a rischio nella popolazione italiana, che interessa tanto il consumo di sostanze psicoattive quanto l’uso problematico delle tecnologie digitali e del gioco d’azzardo, specialmente nei più giovani. La cocaina si conferma una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale in Italia: nel 2025, il 33% dei decessi direttamente accertati dalle forze dell’ordine è stato attribuito a questa sostanza, la quale è anche responsabile del 32% dei ricoveri ospedalieri correlati al consumo di sostanze stupefacenti. Pur rimanendo la sostanza psicoattiva più diffusa tra le giovani generazioni, i dati del 2025 mostrano un lieve calo dei consumi di cannabis nei più giovani: il 18% degli studenti riferisce ad ogni modo di averne fatto uso nell’ultimo anno, un dato in diminuzione rispetto al 21% registrato nel 2024.
A Lucca il maggior aumento di uso di metamfetamina, dopo Cagliari, Roma e Biella. Sono dati che vegono fuori dall’analisi delle acque reflue, quindi dati reali e concreti su cui riflettere bene. Le analisi delle acque reflue confermano questa tendenza, indicando la cannabis e derivati come le sostanze maggiormente consumate, con una media di circa 45 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, al secondo posto c’è la cocaina, poi le altre. La maggior diffusione di metamfetamina si riscontra in alcuni capoluoghi di Regione quali Roma, Cagliari e Milano. Il confronto con i dati ottenuti nel 2024 mostra un aumento del consumo a Cagliari, Roma, Biella, Lucca, Merano, Rimini e una diminuzione a Bologna, Perugia, Venezia, Parma e Terni.
La Toscana una delle regioni dove si sequestra più cocaina, in un anno quasi 3 tonnellate di polvere bianca. Nel complesso, il 37% delle operazioni di contrasto si è concentrato nelle regioni del Nord, in particolare in Lombardia (16%, con quasi 1,3 tonnellate), dove sono state sequestrate complessivamente circa 3,1 tonnellate di cocaina, pari al 22% del totale nazionale. Nel Centro Italia, dove è stato svolto il 33% delle operazioni, sono state sequestrate circa 4,2 tonnellate di cocaina (30% del totale nazionale), principalmente in Toscana e Lazio (rispettivamente 2,7 e 1,2 tonnellate). I quantitativi più elevati sono stati tuttavia intercettati nel Sud e nelle Isole, dove il 30% delle operazioni ha portato al sequestro di circa 6,7 tonnellate (48% del totale), soprattutto in Calabria e Campania (rispettivamente 4,4 e 1,2 tonnellate).
Se si rapportano i sequestri alla popolazione residente tra i 15 e i 74 anni, in Italia risultano sequestrati quasi 32 chilogrammi di cocaina ogni 100.000 abitanti. Tuttavia, in alcune regioni i valori sono nettamente più alti: in Liguria si arriva a 68 chilogrammi per 100.000 residenti, in Toscana a 100 e in Calabria a 318 chilogrammi. Sono numeri che dovranno essere analizzati a fondo per studiare nuove metodologie di contrasto che non posso essere solo di tipo repressivo.
