Cronaca

Pisa, “hai solo finto di aggiustare il citofono e mi hai rotto il campanello”, e lo fa picchiare da un parente

Tra vicini di casa non sempre si riesce a vivere in pace e concordia ma in un condominio di Pisa un diverbio sul citofono ha prodotto un procedimento penale, uno civile, e soprattutto un uomo è finito in ospedale con 40 giorni di prognosi. “Brutto figlio di… hai fatto finta di aggiustare il citofono per rompere il mio campanello”, e lo fa picchiare da un giovane parente, nel portone di un condominio pisano, mentre la moglie “faceva la guardia”, stando al resoconto processuale. L’uomo dopo essere riuscito a scappare, si rifugia in casa dove la moglie chiama il 112 e anche il 118 perché si rende conto che le ferite sono gravi e il marito sanguina copiosamente dal naso. L’uomo, all’epoca 47enne, come detto, finisce in ospedale con spalla e naso rotti. Dopo l’intervento chirurgico i medici lo ricoverano con una prognosi di oltre 40 giorni per la guarigione. Ne viene fuori un procedimento penale che porterà a una richiesta di patteggiamento da parte dei coniugi, mentre il giovane che ha partecipato al pestaggio è rimasto ignoto. Nei giorni scorsi il giudice Giulia Tavella, del Tribunale civile di Pisa, ha stabilito anche l’entità del risarcimento che la coppia dovrà pagare al vicino di casa che dovrà ricevere circa 22mila euro, tra danni e spese legali. Nei processi è emerso che la mattina del 19 gennaio del 2018, intorno alle 8, mentre l’uomo rientrava a casa, dopo aver accompagnato il figlio minore a scuola, incontrava la moglie del vicino sul portone di ingresso e notava anche la presenza del marito “sulla prima rampa di scale, in prossimità dell’ascensore condominiale”. L’uomo si avvicina all’ascensore per salire a casa, ma gli si fa incontro “un giovane di circa 25 anni, che nei giorni precedenti aveva visto in compagnia del vicino e che riteneva essere suo nipote o un parente”, mentre, alle sue spalle, la “moglie provvedeva a chiudere il portone di ingresso, dopo aver verificato che non fosse entrato qualcun altro”. Sempre stando al resoconto processuale, il ragazzo gli veniva dunque incontro porgendogli la mano per presentarsi e l’uomo pur sorpreso dalla situazione, ricambia il gesto ma a quel punto improvvisamente, “il giovane lo colpiva con un pugno all’occhio sinistro, utilizzando un tirapugni di colore nero e subito dopo, il condomino che lo aveva accusato di avergli rotto il campanello del citofono si univa all’aggressione, “sferrandogli ulteriori colpi al volto, alla testa e alle braccia, sino a farlo cadere in terra”. Nonostante le difficoltà, l’uomo riesce infine a rialzarsi e a fare rientro a casa, dove la moglie, alla vista del marito e del sangue sul suo volto, “richiedeva l’immediato intervento dei carabinieri e dei sanitari del 118”. A seguito del ricovero in ospedale a Pisa, gli venivano diagnosticate “lussazione scapolo-omerale sinistra con frattura omerale”, “massivo ematoma palpebrale e orbitario” e “frattura della piramide nasale”, con prognosi di 40 giorni. Sempre nei processi è venuto fuori che il giorno prima l’uomo era stato accusato dal vicino di casa della rottura del suo citofono, “Brutto figlio di… hai finto di sistemare il citofono per rompermi il campanello”. In realtà l’uomo insieme a un altro condomino aveva solo sistemato la placca del citofono condominiale che si era sganciata e probabilmente il filo elettrico del campanello del vicino si era staccato. Ma per il rissoso vicino tutto ciò era stato fatto di proposito “contro di lui” e quindi aveva organizzato il pestaggio del giorno dopo che gli è costata una condanna penale e ora anche un risarcimento da 22mila euro.

(Fonte Corriere Fiorentino)