Arriva da Padova la notizia dell’ennesimo grave episodio di violenza domestica che ha per protagonisti un 50enne di origini tunisine e sua moglie, brutalmente aggredita a seguito di una furibonda lite. Sabato sera, nel quartiere Arcella, le urla disperate di una 56enne padovana, colpita a calci, pugni e con un manico di scopa da suo marito, hanno allertato i vicini di casa che sono intervenuti e hanno chiamato tempestivamente i soccorsi. Quando gli agenti delle Volanti della Questura di Padova sono giunti sul posto hanno trovato la donna a terra, vittima di una ferocia inaudita, con il volto rigato dalle lacrime e visibilmente provata a livello fisico a causa delle percosse subite. Il marito, invece, ancora in stato di evidente alterazione psicofisica, stringeva tra le mani il manico di scopa che aveva utilizzato per colpirla e con il quale ha tentato di impedire l’ingresso delle forze dell’ordine. I poliziotti, però, nonostante la sua ferma opposizione, sono entrati nell’abitazione e lo hanno arrestato in flagranza. All’interno della volante, l’ostilità dell’uomo è aumentata in maniera considerevole tanto da spingerlo a rompere a calci uno dei finestrini posteriori, provocando un ingente danno all’automobile. Ciò, senza dubbio, aggrava ulteriormente la sua posizione, confermando la sua tendenza all’uso della violenza.
Inoltre, è emerso che questo triste episodio non rappresenta per la coppia un caso isolato, perché la 56enne, tra quelle mura, era già da tempo vittima di una sopraffazione ingiustificabile. La donna è stata trasportata al pronto soccorso, dove i medici le hanno riscontrato la frattura di una costola con una prognosi di 30 giorni. Suo marito, invece, è stato condotto nel carcere Due Palazzi di Padova. Una vicenda simile testimonia la pericolosità di un fenomeno a cui è soggetta la società odierna. Troppe famiglie sono tormentate quotidianamente da un’aggressività che genera dolorosi traumi e profonde ferite.
