Louis Dassilva è libero. La Corte di Assise di Rimini lo ha assolto dall’accusa di omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa con 29 coltellate nel garage del suo condominio di via del Ciclamino la notte del 3 ottobre 2023. La presidente Fiorella Casadei ha letto il dispositivo alle 2,25 del 10 giugno 2026, al termine di sedici ore di camera di consiglio. La formula è netta. «Non ha commesso il fatto». L’operaio 36enne di origini senegalesi, in carcere da quasi due anni in custodia cautelare, è uscito dal penitenziario nel cuore della notte, tra le lacrime e gli applausi di chi lo aspettava.
La procura aveva chiesto l’ergastolo. Il pm Daniele Paci aveva costruito un’accusa pesante, aggravata da premeditazione, crudeltà, motivi abbietti e dall’aver agito di notte sfruttando la vulnerabilità della vittima. Niente di tutto questo ha retto al giudizio della corte. Le prove prodotte dall’accusa, telecamere, audio, intercettazioni, sono state smontate sistematicamente dalle perizie della difesa. Quello che restava, alla fine, era soprattutto la testimonianza di Manuela Bianchi, amante di Dassilva e nuora della vittima. Non è bastato.
Gli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi hanno attaccato proprio la credibilità di Manuela Bianchi. Hanno ricordato che la donna aveva fornito una prima versione favorevole all’imputato, poi ritrattata. Hanno chiamato a testimoniare un’amica di lei, secondo cui Manuela avrebbe confessato di essere stata indirizzata dagli stessi inquirenti ad accusare Dassilva. La difesa ha anche chiesto ulteriori accertamenti su Manuela e su suo fratello Loris, sollevando dubbi sul movente economico che la donna avrebbe avuto nella scomparsa della suocera. Da ricordare che il marito di Manuela, Giuliano Saponi, figlio di Pierina Paganelli, era rimasto vittima di un incidente stradale sospetto alcuni mesi prima dell’omicidio, scampandovi per miracolo.
Valeria Bartolucci, moglie di Dassilva, ha commentato a caldo la sentenza. «Questa sera ho acquistato molta fiducia nella giustizia». Parole misurate, per una donna che ha visto il marito portato via e tenuto in cella per quasi due anni per un delitto che i giudici hanno stabilito non aver commesso.
Il caso era nato sotto una cattiva stella. Subito dopo il ritrovamento del corpo, era stato tentato di sviare le indagini verso una pista di aggressione a sfondo sessuale, ipotesi smentita in tempi rapidi. Gli inquirenti si erano poi concentrati su Dassilva e sulla sua relazione clandestina con Manuela Bianchi. La tesi del pm era che l’uomo avesse agito da solo, spinto dalla paura che Pierina scoprisse il tradimento e lo riferisse alla moglie, rovinando la sua stabilità familiare ed economica. Una donna senza nemici dichiarati, uccisa in un garage condominiale condiviso da tutti i protagonisti della vicenda.
Adesso quel delitto è senza colpevole. L’inchiesta, almeno nella sua versione giudiziaria, ricomincia da zero. Chi ha ucciso Pierina Paganelli resta ignoto.
