Marta Bunda vince il concorso di bellezza e partono gli insulti razzisti e beceri “dei soliti idioti”
L’elezione di Marta Bunda a Miss Bologna, una 24enne nata e cresciuta a Imola da genitori di origine congolese, ha scatenato la reazione di centinaia di haters che, con insulti razzisti e denigratori, hanno spento l’entusiasmo della ragazza per il traguardo appena raggiunto. Qual è la ragione per cui questa notizia li ha spinti a usare parole tanto offensive? Il colore della pelle della giovane modella. Nel giro di pochissime ore, i profili social del concorso e quelli della 24enne sono stati presi di mira da numerosi commenti che hanno una matrice comune: l’assoluta mancanza di rispetto verso chi viene considerato “diverso” o “estraneo”.
La ragazza ha preferito non rispondere alle polemiche, scegliendo di ringraziare soltanto le persone che hanno gioito per la sua vittoria e condiviso la sua felicità. Ha pronunciato, invece, delle parole cariche di indignazione Marco Pellegrini, l’organizzatore storico del concorso in città. Quest’ultimo ha sottolineato quanto sia allarmante constatare che, nonostante lo scorrere del tempo e i tentativi di arginare giudizi di questa natura, ci siano ancora individui indifferenti di fronte alla sofferenza del prossimo. L’ondata di cattiveria che ha travolto Marta ha riportato Marco Pellegrini agli istanti in cui, 30 anni fa, Denny Mendez fu eletta Miss Italia, la prima e sola concorrente italiana di origini straniere ad aver conquistato il titolo. L’organizzatore, inoltre, ha affermato che i commenti peggiori sono stati eliminati, ma sono tanti quelli ancora visibili e ognuno di essi lascia emergere una realtà a dir poco preoccupante e tutt’altro che normale.
Tanti sono gli attacchi rivolti direttamente alla 24enne, alla regione Emilia Romagna e ai giudici, accusati di aver valutato senza applicare dei reali criteri di obiettività, ma guidati dall’esigenza di mostrarsi politicamente corretti. Gli insulti, però, non tengono conto dell’effettivo regolamento del concorso, secondo il quale sono ammesse alla competizione tutte le ragazze con cittadinanza italiana o nate sul suolo italiano da genitori stranieri e residenti in Italia da almeno 10 anni. Per giunta, le candidate possono partecipare alle selezioni regionali se sono nate e risiedono nella regione che rappresentano proprio come Marta Bunda.
Da ciò emerge una triste realtà: troppe persone vengono umiliate per un colore che non definisce la loro identità. Si è esposto in merito all’accaduto, parlando di quanto sia sbagliato ciò che ha subito la 24enne, anche l’Osservatorio sul razzismo in Italia. Un individuo può e deve essere visto per ciò che è, per ciò che fa e per il modo in cui vive a contatto con la realtà in cui nasce e si forma. Tale vicenda mette in evidenza anche la pericolosità dei social che, se gestiti in maniera erronea, diventano strumenti utilizzati per diffondere violenza verbale e odio razziale.
