Cronaca

Il sogno di Michele si realizza: debutta come arbitro in sedia a rotelle a 15 anni, “mi sono divertito tantissimo”

Un ragazzo di 15 anni appena compiuti ha arbitrato la sua prima partita di calcio ufficiale, la seconda dopo un’amichevole lo scorso mese. Non sarebbe una notizia, se non fosse che il “fischietto”, Michele Croci, è un ragazzo in sedia a rotelle. L’esordio era avvenuto per la partita di calcio a 7 femminile tra Vittoria Junior e Turchino, nel campo dell’oratorio di San Silvestro in zona Monte Nero a Milano. Ora la prima gara di campionato, sempre a San Silvestro.

“Anche se era un’amichevole, mi sono divertito tantissimo”, aveva raccontato il giovanissimo arbitro, secondo quanto riportato sul sito del Csi Milano, dopo l’esordio di marzo in amichevole: “All’ingresso in campo ero emozionato, ma sono riuscito a gestire bene sia me che la partita”. Michele, affetto dalla malattia delle “ossa di cristallo”, frequenta la quarta ginnasio al Liceo Beccaria. Ha conseguito il patentino Aia (Associazione italiana arbitri) sei mesi fa.

Tutto era iniziato durante la Winners Cup del 2025 tra il Vittoria Junior e i volontari che supportano le attività sportive delle oncologie pediatriche degli ospedali milanesi. È in quell’occasione che il presidente del Vittoria Junior, Marco Vichi, ha incontrato Michele, il cui sogno era proprio quello di diventare un arbitro di calcio, passione che lo segue fin dalle scuole elementari, quando arbitrava i compagni di classe nel calcio e nella pallavolo.

“Ci siamo conosciuti grazie ad amici in comune e alla Winners Cup”, aveva spiegato il presidente del Vittoria Junior Marco Vichi: “La nostra squadra era gemellata con i ragazzi delle oncologie pediatriche di Milano, e chiacchierando abbiamo saputo del grande sogno di Michele. Il 1° marzo siamo riusciti ad aprire la strada affinché si realizzasse, organizzando un’amichevole tra le nostre ragazze e un’altra squadra femminile di calcio a 7. Speriamo sia solo l’inizio per lui”. Le regole, se non cambieranno, impediranno a Michele una carriera come arbitro per la Figc, perché per lui è impossibile sostenere le prove fisiche e, dunque, ottenere il certificato di idoneità agonistica. Il Csi ha potuto invece derogare a questa regola.

 

(Fonte Today)