Cronaca

Ictus in gravidanza, la storia di Lucca dimostra che riconoscere i sintomi in tempo può salvare mamma e bambino

Oggi sia la madre sia il bambino stanno bene, a conferma dell’importanza di una presa in carico multidisciplinare e di un trattamento tempestivo.

Una giovane donna colpita da un ictus ischemico nelle prime settimane di gravidanza è stata trattata con trombolisi all’Ospedale San Luca di Lucca. Il recupero neurologico e il successivo parto senza complicanze confermano quanto la rapidità dell’intervento possa fare la differenza. Le più recenti ricerche internazionali spiegano perché la gravidanza rappresenti un periodo di maggiore vulnerabilità e quali siano i segnali da non sottovalutare. La storia di Lucca dimostra che riconoscere i sintomi in tempo può salvare mamma e bambino. Una giovane donna colpita da un ictus ischemico nelle prime settimane di gravidanza è stata trattata con trombolisi all’Ospedale San Luca di Lucca. Il recupero neurologico e il successivo parto senza complicanze confermano quanto la rapidità dell’intervento possa fare la differenza. Le più recenti ricerche internazionali spiegano perché la gravidanza rappresenti un periodo di maggiore vulnerabilità e quali siano i segnali da non sottovalutare

Un improvviso deficit di forza al lato sinistro del corpo, difficoltà nel parlare e insufficienza respiratoria. Sintomi che hanno fatto scattare immediatamente l’allarme al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Luca di Lucca, dove una giovane donna nelle prime settimane di gravidanza è arrivata in condizioni critiche. La diagnosi è stata quella di ictus ischemico acuto, verosimilmente associato a una cardiopatia emboligena fino a quel momento non conosciuta. Il team della Stroke Unit, guidato dal dottor Marco Vista e in stretta collaborazione con anestesisti, ginecologi, cardiologi e neonatologi, ha deciso di procedere con la trombolisi endovenosa, il trattamento che permette di sciogliere il coagulo responsabile dell’occlusione cerebrale quando viene somministrato entro una ristretta finestra temporale.

L’intervento ha consentito un significativo recupero neurologico. I controlli ostetrici successivi non hanno evidenziato complicanze per il feto e, nei mesi seguenti, la gravidanza è proseguita fino al parto mediante taglio cesareo al settimo mese. Oggi sia la madre sia il bambino stanno bene, a conferma dell’importanza di una presa in carico multidisciplinare e di un trattamento tempestivo. Un evento raro, ma da non sottovalutare. L’ictus durante la gravidanza è una condizione poco frequente, ma rappresenta una delle emergenze neurologiche più complesse in ostetricia.

 

Negli ultimi anni anche l’approccio terapeutico è cambiato. Le linee guida europee e americane sottolineano che la gravidanza non rappresenta una controindicazione assoluta alla trombolisi. Nelle pazienti accuratamente selezionate, dopo una valutazione multidisciplinare del rapporto tra benefici e rischi, il trattamento può essere preso in considerazione anche durante la gestazione. Il caso di Lucca rappresenta un esempio concreto di come una diagnosi rapida e una gestione coordinata possano contribuire a un esito favorevole per madre e bambino.

Per questo gli specialisti ricordano che, anche durante la gravidanza, sintomi come improvvisa asimmetria del volto, perdita di forza a un braccio, difficoltà nel parlare o nel comprendere le parole, disturbi della vista o dell’equilibrio richiedono l’attivazione immediata del 112. Nell’ictus il fattore tempo resta infatti il principale alleato delle cure: intervenire nelle prime ore significa aumentare in modo significativo le possibilità di limitare i danni neurologici e migliorare la prognosi.

(Fonte mondosanità.it)