Dolore cronico, da una ricerca toscana la svolta per i nuovi farmaci: scoperta la molecola “analgesica” Msp20
Una nuova speranza nella lotta contro il dolore cronico, grazie ad una scoperta scientifica radicata in Toscana. Sulla prestigiosa rivista internazionale “Nature Communications” è stato infatti pubblicato uno studio che individua MSP20, una nuova molecola capace di garantire un’azione analgesica potente, prolungata nel tempo e con un potenziale effetto neuroprotettivo. Il risultato è il frutto di una ricerca chimico-farmaceutica d’eccellenza in cui ha svolto un ruolo chiave l’Università di Siena, affiancata da un’importante rete collaborativa nazionale e internazionale.
Come funziona la molecola MSP20.
La molecola è un agonista del recettore TRPV1 (uno dei principali responsabili della trasmissione del segnale del dolore al cervello). Attraverso un approccio multilivello — che ha unito modellistica computazionale, sintesi chimica e test in vitro — i ricercatori sono riusciti a selezionare MSP20 come il candidato più promettente.
Le analisi farmacologiche hanno dimostrato due aspetti fondamentali: da un lato, la molecola spegne il dolore a lungo, mantenendo invariata la temperatura corporea (uno dei principali limiti dei farmaci sperimentali del passato sulla stessa classe di recettori); dall’altro, MSP20 mostra una spiccata capacità di proteggere i tessuti nervosi. Per capire esattamente come agisca il principio attivo, i ricercatori si sono avvalsi della microscopia crioelettronica (cryo-EM), una tecnologia d’avanguardia che ha permesso di “fotografare” la struttura della molecola mentre si lega al recettore TRPV1, congelandolo e bloccando di fatto la trasmissione del dolore.
La squadra e le collaborazioni.
Lo studio, dal titolo “Design, synthesis and structural mechanism of action of TRPV1 agonist MSP20 with long-lasting analgesic effect”, porta la firma del Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia dell’Ateneo di Siena, guidato dai professori Antonella Brizzi, Samuele Maramai ed Elena Dreassi. Fondamentale anche l’apporto interdipartimentale senese con la professoressa Maria Frosini (Scienze della Vita) e la professoressa Federica Pessina (Medicina Molecolare e dello Sviluppo).
La ricerca ha visto poi la collaborazione sinergica con l’Università della Calabria (prof.ssa Francesca Aiello), l’Università Magna Græcia di Catanzaro (prof. Stefano Alcaro), l’Università della Campania L. Vanvitelli (professori Livio Luongo e Sabatino Maione) e l’Istituto di Chimica Biomolecolare del Cnr di Pozzuoli (dottori Aniello Schiano Moriello e Luciano De Petrocellis). Oltreoceano, prezioso il contributo della Columbia University di New York con il gruppo del professor Alexander I. Sobolevsky.
