Gabriele Gravina non è più il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. E anche Buffon ha lasciato. La notizia ufficiale è arrivata direttamente dalla sede storica di via Allegri a Roma, dove era in corso un atteso vertice tra il numero uno della FIGC e i presidenti di tutte le componenti del consiglio federale. In un clima di estrema tensione, Gravina ha rassegnato le proprie dimissioni, ponendo fine al suo mandato in uno dei momenti più bui per il caclio italiano. La decisione è maturata a seguito del disastro sportivo che ha visto la Nazionale italiana rimanere fuori dalla fase finale dei Mondiali per la terza volta consecutiva. Un record negativo che ha profondamente ferito la credibilità del sistema calcistico italiano e che ha reso insostenibile la permanenza dei vertici federali ai loro posti. Nonostante i tentativi iniziali di difesa del progetto tecnico, la pressione dell’opinione pubblica e la necessità di un segnale di forte discontinuità hanno spinto Gravina al passo d’addio.
Durante lo stesso incontro, è stata immediatamente delineata la tabella di marcia per il futuro. Contestualmente alle dimissioni, è stata indicata la data del 22 giugno per lo svolgimento delle nuove elezioni federali. Sarà quello il giorno in cui il calcio italiano proverà a voltare pagina, cercando una nuova guida capace di avviare una ricostruzione profonda, partendo dalle fondamenta e dai settori giovanili, per evitare che l’assenza dai palcoscenici mondiali diventi una condizione cronica.
Il vertice di via Allegri ha visto la partecipazione di tutte le componenti del consiglio, segno della gravità della situazione. Le dimissioni di Gravina aprono ora una fase di transizione delicatissima. Il movimento calcistico si trova davanti a un bivio: limitarsi a cambiare i nomi al vertice o avviare quella riforma strutturale che molti invocano dalla sconfitta con la Svezia nel 2017. La data del 22 giugno rappresenta dunque non solo una scadenza burocratica, ma l’ultima chiamata per un Paese che non può più permettersi di mancare la qualificazione ai Mondiali. Il nuovo presidente dirà chi è il ct della Nazionale.
