Cronaca

Morti sul lavoro, è emergenza: in Italia più di uno al giorno di media

In Italia c’è almeno un morto sul lavoro al giorno. Che si tratti di distrazione, poca sicurezza o semplice tragica fatalità, alla fine il risultato non cambia: nel Paese si muore di lavoro. E’ la fotografia impietosa scattata da Eurostat, nei dati freschi di pubblicazione, che confermano un Paese sospeso tra vera e propria emergenza nazionale e realtà ormai consolidata. Aggiornati al 2023, i numeri indicano 473 decessi avvenuti mentre si prestava servizio. Vuol dire una media di 39 morti al mese, più di una al giorno. Un dato che accende i riflettori su un problema praticamente strutturale per l’Italia, al secondo posto nell’UE per incidenti mortali sul luogo di lavoro nel 2023 come nel 2013, sempre dietro alla Francia, e motivo di dibattito d’Aula del Parlamento europeo dopo una delle tanti stragi, quella del cantiere Esselunga di Firenze.

In un decennio, dunque, è stato fatto poco e quel poco che ottenuto non basta comunque al Paese per scrollarsi di dosso questa realtà di lutto. Il numero di incidenti mortali è diminuito rispetto ai picchi del 2020, anno in cui i morti sul lavoro sono saliti a 776, pari a 64,6 al mese, oltre due al giorno. Inversioni di tendenza e miglioramenti raggiunti in Italia fino a un certo punto possono indurre all’ottimismo, visto comunque un fenomeno ancora troppo presente, e non solo nello Stivale.

Il grande paradosso, quando si parla di morti sul lavoro, è che l’Italia offre comunque un esempio in positivo rispetto a un’Unione europea che tra il 2022 e il 2023 vede il numero di incidenti mortali crescere, passando da 3.286 a 3.298 casi, con una situazione analoga e livello di eurozona (da 2.657 a 2.668), a riprova che sicurezza sul lavoro, prevenzione, formazione sono problemi diffusi e non limitati al solo mercato del lavoro tricolore.

L’istituto di statistica europeo non ha dati specifici per Paese, ma offre comunque indicazioni di carattere generale per capire la continua emorragia di lavoratori. I settori dell’edilizia, dei trasporti e dello stoccaggio, manifatturiero e dell’agricoltura sono quelli in cui nel 2023 si sono registrati i numeri più alti di incidenti mortali su lavoro. Insieme questi comparti rappresentano il 66,8 per cento di tutti i casi fatali.