Stazzema, contestato il sindaco di Lucca: “Qui non sei il benvenuto”. Pardini: “Pagina vergognosa”, poi l’affondo all’opposizione
«Pardini: il vice fascista hai voluto, qui non sei il benvenuto. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai». È il messaggio comparso questa mattina, mercoledì 12 agosto, su uno striscione esposto da un gruppo di giovani lucchesi all’arrivo del sindaco di Lucca Mario Pardini a Sant’Anna di Stazzema, dove si sono svolte le celebrazioni per l’82esimo anniversario della strage nazifascista che costò la vita a 560 persone. Una contestazione politica che ha caratterizzato le ore precedenti alla cerimonia e che ha avuto al centro soprattutto la figura del vicesindaco di Lucca Fabio Barsanti.
Gli attivisti di Giovane Grido si sono posizionati lungo la strada di accesso a Sant’Anna, incatenandosi al guardrail e annunciando l’intenzione di impedire al primo cittadino di raggiungere la commemorazione. «Oggi come giovani lucchesi abbiamo deciso di impedire al sindaco della nostra città di partecipare alla commemorazione dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema», hanno spiegato, sostenendo che la presenza di Pardini avrebbe «violato la memoria della nostra gente e del nostro territorio tutto». Il gruppo aveva inoltre lanciato un appello agli abitanti della provincia di Lucca affinché raggiungessero il presidio dalle 8 e aveva chiesto al sindaco di Stazzema Maurizio Verona e agli organizzatori della commemorazione di invitare Pardini ad allontanarsi.
Al centro della protesta c’è soprattutto il rapporto politico tra il sindaco e Fabio Barsanti, nominato vicesindaco durante il secondo mandato amministrativo. Nel loro messaggio gli attivisti ricordano le dichiarazioni con cui Barsanti ha parlato pubblicamente del proprio percorso politico e lo accusano di essere legato, attraverso la sua lista civica, a CasaPound Italia. Da qui l’accusa rivolta direttamente a Pardini di essere «uno stretto collaboratore delle organizzazioni neofasciste lucchesi» e, conseguentemente, secondo il gruppo, di non poter prendere parte alla celebrazione delle vittime della strage. Barsanti, ai microfoni di “Lucca in diretta”, ha detto: “quelle persone si commentano da sole”.
Nel lungo documento diffuso in occasione della protesta, gli attivisti allargano poi il campo delle contestazioni. Richiamano il sostegno espresso in passato dal sindaco a una proposta di legge di iniziativa popolare sull’immigrazione promossa anche da organizzazioni dell’area dell’estrema destra e sostengono che tutto questo renda politicamente inappropriata la sua presenza a Sant’Anna. «Per una questione di pulizia, di rispetto dei morti e di igiene nella storia sociale della nostra terra oggi blocchiamo il suo accesso alla commemorazione», hanno scritto. Accuse politiche molto pesanti, quindi, che il gruppo lega direttamente al significato storico e simbolico del luogo scelto per la protesta. All’arrivo del primo cittadino la situazione non è però sfociata nello scontro. Pardini, invece di proseguire immediatamente verso la cerimonia, si è fermato con i manifestanti e ha iniziato a discutere con loro.
Al suo fianco anche il sindaco di Stazzema Maurizio Verona. Il confronto è proseguito per circa un’ora, mentre sul posto erano presenti le forze dell’ordine. Alla fine Pardini ha raggiunto Sant’Anna e ha regolarmente partecipato alla commemorazione, sedendo in prima fila e assistendo agli interventi istituzionali, tra i quali quello del ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani.
Nel pomeriggio è arrivata la dura replica del sindaco. Pardini ha ricordato che quella di oggi è stata la sua quinta partecipazione alla commemorazione da primo cittadino di Lucca e ha raccontato di essere arrivato nella zona già alle 7.10. «Questo è il quinto anno che ho l’onore di vestire la fascia tricolore e tornare a Sant’Anna di Stazzema da sindaco», ha spiegato. Secondo la sua ricostruzione, i manifestanti avrebbero comunicato che, se lui avesse preso parte alla commemorazione, non avrebbero permesso a nessuno di passare. Un comportamento che Pardini considera incompatibile proprio con i principi democratici rivendicati dal gruppo.
«Qualcuno che non ha la minima idea di cosa sia la democrazia riteneva evidentemente legittimo impedire la mia partecipazione», ha attaccato il sindaco. «Chi si professa democratico, antifascista, riteneva giusto che io, che rappresento non solo me stesso, ma con la fascia da sindaco rappresento tutta la città di Lucca che mi ha democraticamente eletto, non avessi il diritto di partecipare a questa manifestazione». Pardini ha quindi rivendicato di non essere mai mancato alle celebrazioni di Sant’Anna durante il proprio mandato e di aver partecipato anche questa volta «in prima fila», ascoltando l’orazione ufficiale e gli interventi della mattinata.
Il sindaco ha raccontato anche il confronto avuto direttamente con i contestatori: «Gli ho detto: “Allora io sto qui con voi”. E sono rimasto un’ora a parlare con loro». Durante la discussione Pardini sostiene di aver proposto agli attivisti un dibattito pubblico sulle accuse che gli vengono rivolte, senza però trovare disponibilità. «Sono disponibile a parlare con queste persone, a trovarci per un dibattito pubblico se decidessero di farlo. Però in democrazia non può essere tollerato che sia preclusa ad una persona, ad un sindaco, la partecipazione ad una commemorazione, soprattutto alla commemorazione delle vittime di un eccidio nazifascista. È un fatto secondo me veramente indegno ed intollerabile».
Ma la vicenda di Sant’Anna è destinata ad avere un seguito anche dentro il consiglio comunale di Lucca. Pardini ha infatti chiamato direttamente in causa le opposizioni, chiedendo una presa di posizione sulle modalità della contestazione: «Questa volta lo chiedo in via ufficiale e lo chiederò in tutti i consigli comunali che ci saranno da qui in poi a Lucca». Il sindaco ha ricordato anche quanto accaduto nel 2023, dopo il consiglio comunale sul caso dell’intitolazione di una strada a Sandro Pertini, quando sostiene di aver ricevuto auguri di morte senza che dalle opposizioni arrivasse una condanna. «Abbiamo le nostre visioni e divisioni politiche, ma se si augura di morire ad un sindaco dovrebbe essere la base che tu, consigliere d’opposizione, dica che è una vergogna».
Infine il ringraziamento alle forze dell’ordine per aver garantito lo svolgimento della commemorazione e la possibilità per il sindaco di parteciparvi, prima dell’affondo conclusivo: «Quello che è successo oggi sporca sicuramente l’immagine di Sant’Anna di Stazzema e mi dispiace che gli autori siano persone provenienti da Lucca».
La mattinata si chiude così con due posizioni frontalmente contrapposte. Da una parte gli attivisti, che considerano la presenza di Pardini incompatibile con Sant’Anna per le sue scelte e alleanze politiche, a partire dalla nomina di Barsanti; dall’altra il sindaco, che rivendica il proprio diritto e dovere istituzionale di partecipare alla commemorazione e considera il tentativo di impedirglielo un gesto contrario ai principi democratici. Uno scontro nato sulla strada per Sant’Anna che, dopo la richiesta esplicita di Pardini alle opposizioni, è destinato adesso a spostarsi anche nel dibattito politico lucchese.
Vincenzo Alfarano, capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Lucca, ha inteso rilascare una dichiarazione sulla vicenda: “Da persona che riveste un ruolo istituzionale ritengo che il sindaco di Lucca, in quanto rappresentante dei lucchesi, debba poter partecipare liberamente alle commemorazioni, come quella di S. Anna di Stazzema. Tuttavia, penso sia doveroso non ignorare come Mario Pardini abbia a Lucca concesso piena agibilità alla destra estrema, nominato un vicesindaco dichiaratosi più volte fascista, chiuso la casa della memoria e della pace, tollerato ed avallato l’assenza di rappresentanti della sua giunta alle commemorazioni degli eccidi nazifascisti. Caro Sindaco, la sua ambiguità non è più tollerabile. Come fa a difendere la resistenza e l’antifascismo quando poi consente ed avalla tutto questo nella nostra città?”.
In serata, infine, il sindaco Mario Pardini ha così commentato sui profili social: “Mi auguro però che, al di là delle appartenenze politiche, ci sia ancora la capacità di riconoscere un principio molto semplice: si può contestare un sindaco, anche duramente. Non si può pretendere di decidere chi abbia o meno il diritto di partecipare a una cerimonia istituzionale e di rendere omaggio alle vittime di Sant’Anna. Su questo mi aspetterei una parola chiara da tutte le forze politiche. Senza distinguo. Senza convenienze. Senza silenzi imbarazzati.Perché la democrazia si difende sempre. Anche quando a essere contestato è un avversario politico”.
