Giorgia Meloni: “Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile, ma nulla giustifica la violenza”
“Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine”. Lo afferma sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, commentando gli episodi di violenza a Bologna nel corso della manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir. “Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro”, continua Meloni. “Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità – aggiunge Meloni -. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio”.
Bologna, intanto, si è svegliata ferita. La guerriglia urbana in pieno centro, a pochi passi da piazza Maggiore, è andata avanti ieri fino a tarda notte, con una sacca di attivisti che ha continuato fino a oltre mezzanotte a lanciare oggetti agli agenti di polizia, oltre che a devastare il centro buttando in aria sedie dei dehor e vandalizzando le bici del servizio sharing.
Almeno un’auto del Comune è stata date alle fiamme, costringendo i vigili del fuoco a intervenire. I pompieri sono accorsi anche in via Monte Grappa, dove un fumogeno aveva preso fuoco in un cortile. Un primo bilancio di ieri sera, nelle proteste e negli scontri che hanno seguito la piazza pacifica per chiedere verità e giustizia per la morte di Abderrahim Fakir è di 11 persone che hanno avuto bisogno di cure dal 118. Sul posto il personale sanitario ha trattato quattro manifestanti e cinque poliziotti. Un altro poliziotto è stato portato all’ospedale Maggiore e un manifestante al Sant’Orsola, entrambi con ferite lievi. Negli scontri di ieri sera, tra gli operatori delle forze dell’ordine sono risultati feriti in 64, con prognosi dai 3 ai 35 giorni. Risultano danneggiati sei mezzi della Polizia di Stato. Gli ulteriori danni sono stati realizzati nelle vie centrali della città, adiacenti a Piazza Maggiore dove è partita la manifestazione. E’ il primo bilancio della questura di Bologna.
“La copiosa quantità di materiale video-fotografico è al vaglio delle sezioni investigative al fine di individuare i soggetti responsabili dei fatti di reato commessi, parte dei quali sono già stati identificati”, riferisce ancora la questura. La posizione di manifestanti fermati è al vaglio della procura.
(Fonte Ansa)
