Lo Yad Vashem di Gerusalemme ha insignito don Aldo Mei, sacerdote lucchese martire della Resistenza, del titolo di ‘Giusto tra le Nazioni’ e a breve il suo nome sarà inciso sul Muro d’Onore nel Giardino dei Giusti. La comunicazione è arrivata la sera del 23 giugno direttamente da Israele ed è firmata dal direttore del Dipartimento dei Giusti tra le Nazioni, Joel Zisenwine. Nel settembre 2025, in preparazione a questo evento, si tennero due giornate a Lucca, a cura dell’Associazione Bene Gratitudine e Memoria. Ora è arrivata l’ufficialità. Nella lettera, indirizzata al nipote del sacerdote lucchese, ucciso dalle SS il 4 agosto 1944, sugli spalti delle Mura di Lucca a Porta Elisa, c’è scritto: “La Commissione per la Designazione dei Giusti ha deciso di conferire il titolo di Giusto tra le Nazioni al suo defunto zio, Don Aldo Mei, in riconoscimento del coraggioso aiuto che ha prestato agli ebrei durante l’Olocausto, rischiando la propria vita”.
Lo Yad Vashem di Gerusalemme ha insignito don Aldo Mei, sacerdote lucchese martire della Resistenza, del titolo di ‘Giusto tra le Nazioni’ e a breve il suo nome sarà inciso sul Muro d’Onore nel Giardino dei Giusti. La comunicazione è arrivata la sera del 23 giugno direttamente da Israele ed è firmata dal direttore del Dipartimento dei Giusti tra le Nazioni, Joel Zisenwine. Nel settembre 2025, in preparazione a questo evento, si tennero due giornate a Lucca, a cura dell’Associazione Bene Gratitudine e Memoria. Ora è arrivata l’ufficialità. Nella lettera, indirizzata al nipote del sacerdote lucchese, ucciso dalle SS il 4 agosto 1944, sugli spalti delle Mura di Lucca a Porta Elisa, c’è scritto: “La Commissione per la Designazione dei Giusti ha deciso di conferire il titolo di Giusto tra le Nazioni al suo defunto zio, Don Aldo Mei, in riconoscimento del coraggioso aiuto che ha prestato agli ebrei durante l’Olocausto, rischiando la propria vita”.
“Apprendo la notizia con il cuore colmo di gioia e riconoscenza – dichiara l’arcivescovo di Lucca monsignor Paolo Giulietti – A nome della Chiesa di Lucca, ringrazio lo Yad Vashem di Gerusalemme, che ha riconosciuto la carità di don Aldo e il bene da lui profuso nei confronti degli ebrei perseguitati durante l’orrore dell’Olocausto. Abbiamo sempre bisogno di tenere alta la lampada del bene, perché non sia dimenticato il valore assoluto della vita e della dignità di ogni persona”. “Questo tributo alla memoria di don Aldo – conclude Giulietti – inoltre ricorda a tutti noi che, anche nei momenti più difficili della storia, si può scegliere di non servire l’odio e di non nascondersi dietro l’indifferenza, ma di vincere il male con il bene, pagando di persona e suscitando un’umanità nuova, aperta alla fraternità universale”.
Così, Giovanni Leone, il capo dello Stato nel 1977 lo ricordava dopo averlo insignito della medaglia d’argento: “Nobile figura di patriota e di sacerdote, si dedicava con ogni impegno a sostegno delle formazioni partigiane in lotta contro gli oppressori nazifascisti ed a protezione dei perseguitati, scampati e evasi di ogni nazionalità e parte politica.. Individuato dal nemico insisteva nella sua opera fino alla cattura. Sopportava con esemplare serenità insulti, percosse e minacce pur di non rivelare quanto, a sua conoscenza, poteva compromettere la sicurezza delle formazioni partigiane e dei suoi protetti. Condannato a morte veniva condotto sul luogo dell’esecuzione e costretto a scavarsi la fossa. Nel tentativo di piegare la sua determinazione a non tradire, gli veniva rifiutato l’estremo conforto dei Sacramenti. La sua mano benedicente ed implorante a Dio il perdono per i carnefici ne eleva l’olocausto a supremo atto di fede nei valori di una suprema giustizia e della libertà”.
(Fonte Ansa)
