Parco del Migliarino, primo nido di “Caretta caretta” documentato nella tenuta di San Rossore a Pisa
Una bellissima sorpresa ha accompagnato la giornata di San Ranieri lungo il litorale toscano. Lo scorso 17 giugno è stato infatti individuato il primo nido di tartaruga Caretta Caretta documentato in Toscana nel 2026. Una scoperta doppiamente storica, poiché si tratta del primo nido ufficialmente registrato sulla spiaggia della Tenuta di San Rossore, nel territorio comunale di San Giuliano Terme, all’interno del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
L’eccezionale ritrovamento è il frutto della dedizione, della passione e della sinergia tra volontari, istituzioni ed enti di ricerca impegnati in prima linea nel progetto internazionale Life Turtlenest. Protagonista di questa bellissima impresa è Marco Verdone, medico veterinario, istruttore e guida di kayak da mare, che fin dal 2021 perlustra a titolo interamente volontario la costa incontaminata della tenuta. Il kayak si conferma ancora una volta uno strumento formidabile e totalmente ecosostenibile per questo tipo di monitoraggi: silenzioso e flessibile, permette di coprire molti chilometri di costa potendo osservare direttamente dal mare le tracce lasciate dalle femmine di tartaruga sulla sabbia, che risultano ben visibili anche a notevole distanza dalla battigia.
Insieme a lui, nella mattinata iniziata all’alba con la partenza dal Circolo Arnino di Marina di Pisa, c’era Daria Cartei, docente dell’Istituto Comprensivo Fucini di Pisa e kayaker in formazione. La professoressa ha aderito con entusiasmo al progetto didattico multidisciplinare “Il Mondo e gli Altri Animali” – coordinato dallo stesso Verdone per l’Unità Operativa di Educazione e Promozione della Salute dell’Asl Toscana nord ovest – che vede proprio nella salvaguardia e nella conservazione della Caretta Caretta uno dei suoi pilastri educativi fondamentali.
Dopo alcune ore di pagaiate costanti, la grande sorpresa che ha lasciato increduli i due sportivi. La macchina dei soccorsi e della tutela si è attivata immediatamente: i kayaker hanno subito allertato la rete scientifica toscana contattando Marco Zuffi dell’Università di Pisa che ha prontamente avvisato i colleghi di zona e, contemporaneamente, ha inviato la segnalazione ufficiale al numero 1530 della Guardia Costiera.
Successivamente, per la validazione e la messa in sicurezza del sito, sono intervenuti Yuri Galletti, referente regionale del progetto LIife Turtlenest per Legambiente Toscana (e soggetto autorizzato dal Ministero dell’Ambiente), insieme a Dario Giani e Cecilia Mancusi di Arpat. Le verifiche sul campo hanno confermato la bellissima notizia: il nido è presente ed è stato deposto in una posizione idonea, sufficientemente distante dalla linea di battigia per essere protetto dalle mareggiate.
“Questo ritrovamento rappresenta una bellissima notizia per tutto il territorio e conferma ancora una volta l’importanza fondamentale del lavoro di squadra tra volontari, istituzioni, enti di ricerca e aree protette — ha dichiarato con entusiasmo Yuri Galletti — La tutela della biodiversità si costruisce attraverso una rete di persone che condividono competenze, passione e responsabilità. Pensare globale e agire locale continua a essere la strategia vincente per la conservazione delle tartarughe marine e degli ecosistemi costieri”.
Ora l’area del nido rimarrà strettamente sorvegliata e protetta per le prossime settimane in attesa della spettacolare schiusa. Un traguardo che premia l’impegno dell’Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, che aderisce formalmente come “Area Protetta Amica delle Tartarughe Marine”, e del Comune di San Giuliano Terme, inserito tra i “Comuni Amici delle Tartarughe Marine” insieme alla vicina Vecchiano.
I monitoraggi sulle spiagge, guidati dai volontari di Legambiente Pisa (attivi da Marina di Pisa a Calambrone) e dal gruppo di Marina di Vecchiano coordinato da Irene Bertolini, proseguiranno senza sosta all’alba fino al prossimo 15 agosto. Anche se a livello nazionale la stagione di nidificazione 2026 registri al momento una partenza più lenta rispetto allo scorso anno – con il primo nido toscano individuato l’11 giugno in provincia di Massa-Carrara – gli esperti ricordano che il picco delle deposizioni deve ancora entrare nel vivo, concentrandosi storicamente tra la seconda metà di giugno e le prime settimane di luglio. Gli occhi sul litorale toscano rimarranno ancora aperti.
