Cronaca

Arrestati dalla Digos 7 anarchici per l’attentato alla linea dell’alta velocità Roma- Firenze

​Un duro colpo alla galassia anarco-insurrezionalista è stato messo a segno all’alba di oggi 16 giugno a Roma. Gli agenti della Digos, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura romana, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone. Per cinque di loro si sono aperte le porte del carcere, mentre due sono stati posti agli arresti domiciliari. L’accusa contestata dagli inquirenti è pesante: associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico.

​Secondo la ricostruzione della magistratura, il gruppo individuato operava principalmente sul territorio romano, ma non agiva in modo isolato. La rete criminale vantava infatti solidi legami e contatti con cellule analoghe attive in altre importanti città italiane, tra cui Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli, delineando una struttura in grado di agire su tutto il terrotorio nazionale.

Due degli arrestati sono anche indiziati di aver partecipato alla realizzazione dell’attentato, risalente al 14 febbraio scorso, alla rete ferroviaria dell’alta velocità Roma – Firenze, con l’uso di materiali esplosivi che hanno provocato danni all’infrastruttura per 455mila euro.

Quel sabotaggio ed un altro effettuato sulla linea Roma – Napoli, sono stati rivendicati sul sito web ispiraazione.noblogs.org creato appositamente qualche mese prima. Il comunicato faceva riferimento alla concomitanza con le Olimpiadi invernali Milano – Cortina e agli intenti antimilitaristi e di attacco alle infrastrutture. ​Al centro dell’inchiesta infatti c’è una precisa strategia eversiva che si è manifestata con azioni dirette. Il focus dell’inchiesta giudiziaria riguarda il cosiddetto “sabotaggio di San Valentino”, un attentato che ha provocato ingenti danni materiali, quantificati in circa 455 mila euro. Questo episodio, spiegano gli investigatori, non è stato un atto isolato, ma faceva parte di una campagna ideologica più ampia. Gli obiettivi dichiarati del gruppo erano la protesta antimilitarista e il contrasto ai prossimi Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina, considerati un bersaglio simbolo da colpire.

​Sullo sfondo delle azioni violente emerge con forza la matrice ideologica dell’anarco-insurrezionalismo, animata dalla volontà di mantenere viva la mobilitazione contro il regime carcerario del 41bis. La protesta del gruppo si legava in particolare alla detenzione in regime di carcere duro di Alfredo Cospito, figura chiave e teorico dell’anarchismo nel nostro paese.