Curiosity

Da Ovidio ai giorni nostri, il problema della “fama” nel passaggio storico dall’analogico al digitale

Da questa settimana terrò uno spazio nel quale tratterò argomentazioni più generiche, per quanto in presenza di eventi eclatanti all’occasione toccherò sicuramente ancora qualche punto dolente. In questo spazio vorrei sviluppare dei contenuti che possono riguardare una notizia, una curiosità, un argomento di carattere culturale, artistico, musicale e che ci aiutino alla comprensione del mondo che ci circonda o soltanto rappresentare un momento di riflessione senza per questo estraniarci da un contesto reale. Mi piace iniziare questo nuovo percorso con questo illuminante passo di Ovidio tratto da “Le metamorfosi” del quale credo di aver già accennato in un precedente articolo, ma vorrei proporne un estratto originale prima di spendere due parole di commento che spero possano risultare utili:

“Al centro del mondo c’è un luogo che sta fra la terra, il mare e le regioni del cielo, al confine di questi tre regni. Da lì si scorge tutto ciò che accade in qualsiasi luogo del mondo, anche nel più remoto, e lì giunge, a chi ascolta, qualsiasi voce. Vi abita la Fama: ha eretto la casa nel punto più alto, una casa nella quale ha posto infinite entrate e mille fori, senza che una porta ne impedisca l’accesso. È aperta notte e giorno; tutta di bronzo sonante, vibra tutta, riporta le voci e ripete ciò che sente. Non vi è pace all’interno e in nessun angolo silenzio, ma pure non vi è frastuono, solo un brusio sommesso, come quello che fanno le onde del mare se le si ascolta di lontano o come l’ultimo brontolio dei tuoni, quando Giove fa rimbombare lugubri le nubi. L’atrio è sempre affollato: gente d’ogni risma che va e viene. Mescolate a voci vere ne vagano qua e là migliaia di false, che spargono intorno chiacchiere e parole equivoche. Di queste alcune riempiono le orecchie sfaccendate di calunnie, altre riportano il sentito dire, e la dose delle invenzioni cresce a dismisura, perché ognuno vi aggiunge qualcosa di suo. Lì trovi la Credulità, l’incauto Errore, la Gioia immotivata e i Timori sfibranti, la Sedizione improvvisa e i Sussurri d’origine incerta (…)”.

Questo scritto eccezionale vergato 2000 anni fa tratta esattamente del nostro mondo. Sarebbe troppo banale definirlo attuale, fatta eccezione per la tecnologia (anche se – attenzione – gli antichi non erano scemi e padroneggiavano tecnologie avanzate a noi in gran parte sconosciute) per quello che riguarda certi caratteri tipici della nostra specie il mondo classico era esattamente come il nostro, a ben vedere sotto alcuni aspetti è cambiato ben poco. Ma andiamo nello specifico del testo per fare chiarezza su ciò che intendo, scrive Ovidio: al centro del mondo abita la Fama, ovvero oggi diremmo l’opinione pubblica, in luogo dove si vede tutto e si sentono tutte le voci, in una casa dalle infinite entrate dove regna un incessante rumore di fondo prodotto dalle voci vere e da quelle false che vi risuonano e si accavallano rendendo difficile discernere il vero dal falso. Si tratta di una descrizione pressoché perfetta di quello che è il confronto, soprattutto politico, tra le persone ma il particolare più sorprendente è che sembra descrivere le dinamiche tra gli utenti della rete (e per estensione nei contesti mediatici come alcuni programmi televisivi) dove insieme ai contenuti autentici si sovrappongono contenuti opinabili, palesemente equivoci o del tutto falsi, generando quel “rumore di fondo” che possiamo avvertire quando scorriamo le nostre home page. Non si tratta di un suono che interessa il nostro udito ma di un disturbo più subdolo generato dall’accumulo di contenuti contrastanti che la nostra mente deve decodificare. Ovviamente questo accadeva e accade anche nel mondo materiale, per es. sfogliando le pagine di un quotidiano potremmo avere una impressione simile nel momento in cui passiamo dalla pagina della cronaca a quella dello sport e spettacolo. Tuttavia credo che sia evidente a tutti che il cambio di paradigma tra analogico e digitale sia stato completamente devastante da questo punto di vista e sotto tanti altri aspetti che possiamo facilmente intuire: lavoro, tempo, economia, informazione, assetto sociale e politico hanno subito una svolta drastica e a volte drammatica in relazione al contesto digitale e quindi virtuale nel quale per forza di cose abbiamo riversato gran parte della nostra esistenza. Certi vizi e atteggiamenti negativi, come il gusto esagerato per l’iperbole verbale e per la sterile polemica, ci sono sempre stati ma averli resi visibili, pervasivi, riproducibili e a volte persino seducenti ci pone davanti a più di un interrogativo. Oggi a livello quantitativo si può affermare che si scrive e si legge più di trent’anni fa, ma la quantità di parole, concetti, immagini che assorbiamo giornalmente è tale che rischia di creare un corto circuito dal punto di vista della comprensione e quindi della successiva esposizione degli argomenti da parte di una persona. La veloce diffusione dell’intelligenza artificiale sta facendo il resto. Non sempre le informazioni che questa tecnologia è in grado di fornire risultano attendibili, al contrario, il rischio è restare chiusi in una bolla nella quale l’intelligenza artificiale ci dirà quello che vogliamo sentirci dire, un po’ come accade già ora nei social network dove inevitabilmente cerchiamo connessione con chi più o meno la pensa come noi spesso evitando un confronto con il prossimo che sia sano e che sia orientato verso la risoluzione dei problemi comuni invece che alla contrapposizione di opposte tifoserie. Ne tratteremo ancora.