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L’alternativa dopo la vittoria del No: il segnale che Schlein e Conte non possono più rinviare

Il risultato del referendum sulla giustizia ha consegnato al Paese una verità politica inaspettata fino a pochi mesi fa: Giorgia Meloni si può battere. Con la vittoria del No e un’affluenza che ha smentito ogni previsione di apatia, il muro di supremazia della magistratura ha mostrato i primi segni di un possibile cedimento. Tuttavia, questa vittoria non può restare un episodio isolato per l’opposizione. Per Elly Schlein e Giuseppe Conte non ci sono più scuse: il tempo di rinviare la costruzione di un’alternativa di governo non è più rinviabile. La battaglia comune in difesa della Costituzione è stata il collante che ha riportato oltre il 58% degli avanti diritto alle urne. Non sfruttare questa spinta propulsiva sarebbe un errore imperdonabile.  Elly Schlein è la prima ad esserne consapevole: la segretaria del PD esce rafforzata, tanto nella leadership interna quanto nelle ambizioni come possibile candidata premier del centrosinistra. La polarizzazione diretta con Meloni intercorsa, non senza polemiche, nei giorni di campagna elettorale l’ha indicata come il volto principale della riscossa.

Dall’altra parte, Giuseppe Conte si trova davanti a un bivio. Il leader del Movimento 5 Stelle non può più attendere per strutturare un’alleanza solida. Il percorso, che deve necessariamente sfruttare la sconfitta della maggioranza, dovrebbe portare entro l’autunno alla definizione di un programma di governo condiviso e allo svolgimento di primarie di coalizione per rendere praticabile la guida del fronte progressista. Il cammino verso le elezioni politiche del 2027 non è però privo di ostacoli. Il primo e potenzialmente più insidioso la potrebbe essere la legge elettorale. Proprio in virtù del ridimensionamento del centrodestra all’indomani del referendum, è prevedibile che l’attuale maggioranza cercherà di proporre una riforma della legge elettorale per consolidare il proprio potere. In questo senso, la compattezza tra PD e M5S nel confronto parlamentare sarà il vero banco di prova dei prossimi mesi.

Manca poco più di un anno al voto e a sinistra il tempo per organizzarsi sta per scadere. La sfida principale sarà dare rappresentanza politica a quella vasta fetta di elettori che ha votato “No” pur non riconoscendosi, attualmente, nei partiti tradizionali dell’opposizione. I risultati del referendum hanno dimostrato che esiste una maggioranza nel Paese che chiede di essere ascoltata. Per Schlein e Conte, l’imperativo è uno solo: iniziare subito, prima che questo tesoretto di partecipazione vada disperdendosi prima delle prossime eleizoni poltiche.