Una donna di 42 anni, Valentina Sarto, è stata uccisa a coltellate nella sua abitazione. Per la sua morte è stato arrestato il marito, Vincenzo Dongellini. Secondo i primi rilievi della polizia scientifica, di Bergamo luogo del delitto, le coltellate inferte sarebbero tra le sei e le otto, concentrate tra la schiena e il collo. Quando sono arrivati i soccorsi, per la donna non c’era già più nulla da fare. L’autopsia sul corpo della vittima programmata per ieri, venerdì 20 marzo all’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. L’esame era necessario per chiarire l’ora esatta della morte e confermare nel dettaglio la dinamica dell’aggressione. Nel frattempo, l’uomo fermato non ha risposto alle domande degli inquirenti. È stato interrogato dal procuratore aggiunto e dal sostituto titolare del caso, ma ha scelto di rimanere in silenzio. Nelle prossime ore sarà ascoltato anche dal giudice per le indagini preliminari. Dalle prime informazioni emerse, la donna aveva iniziato una relazione con un altro uomo negli ultimi mesi. Proprio quest’ultimo è stato ascoltato dalla polizia e avrebbe raccontato di averla più volte invitata a denunciare, soprattutto nei giorni precedenti alla tragedia. Sabato scorso l’avrebbe anche accompagnata dai carabinieri per chiedere un consiglio su come comportarsi, ma lei avrebbe deciso di aspettare ancora.
A ricordarla è stata anche la madre, con un messaggio sui social: “Scusami se non sono riuscita a proteggerti da lui”. Giovedì sera, davanti alla casa in cui è avvenuto l’omicidio, si è tenuto un momento di commemorazione. Tra i presenti, residenti, molte donne e la sindaca di Bergamo. Uno striscione esposto con scritto: “La violenza sulle donne non ha mai scusanti”. Mentre per la sera successiva era stata organizzata una fiaccolata che partiva proprio da lì, dall’abitazione, per attraversare la città fino al piazzale dello stadio. Un modo per esserci, per non restare in silenzio.
