Cronaca

Tradito dai movimenti bancari, arrestato il 42enne condannato in via definitiva per violenza sessuale e rapina aggravata

Il condannato era latitante in Indonesia e i carabinieri di Massarosa sono arrivati a rintracciarlo seguendo i movimenti bancari del padre.

Una storia da film crime con un finale dove vince la giustizia e non il criminale di turno, anche se c’è voluto un po’ di tempo. Alla fine è stato arrestato il fiorentino Jonathan Fallani, condannato in via definitiva per violenza sessuale e rapina aggravata, a 7 anni di reclusione. Ma il 42enne era riuscito a scappare e a rendersi latitante. Il condannato era in Indonesia e i carabinieri di Massarosa sono arrivati a rintracciarlo seguendo i movimenti bancari del padre che ogni mese gli inviava 1.500 euro, per pagare di fatto la sua latitanza, stando al resoconto di inquirenti e forze dell’ordine. L’uomo era evaso dai domiciliari dove si trovava in attesa della sentenza definitiva, arrivata poi a giugno del 2023, e si era dileguato riuscendo ad arrivare in Asia, dove per circa un anno ha vissuto libero ma sapendo di essere ricercato. Nel 2024 la polizia indonesiana lo aveva rintracciato grazie alle indagini svolte dai carabinieri in Italia ma mancando accordi sull’estradizione tra i due Paesi si è dovuto aspettare il recepimento di una richiesta del ministro della Giustizia italiano al Governo indonesiano, per portare il latitante in Italia, dopo il decreto di espulsione emesso dall’Indonesia nei suoi confronti. Ad attenderlo all’aeroporto di Roma c’erano le forze dell’ordine che lo hanno arrestato e portato nel carcere di Civitavecchia dove dovrà scontare la sua pena.

 

Dagli approfondimenti investigativi era venuto fuori un dettaglio decisivo: una carta Postepay intestata al padre dell’uomo dove venivano versati come detto circa 1.500 euro al mese. Il latitante poi subito dopo i versamenti prelevava i soldi in contanti da sportelli bancomat nella città di Denpasar, nella provincia di Bali, in Indonesia. “I successivi riscontri documentali ottenuti tramite il circuito Western Union hanno consentito di raccogliere le prove sull’uso diretto della tessera da parte del latitante, permettendo di individuare sia il numero di cellulare locale in uso all’uomo sia la struttura alberghiera in cui alloggiava”.

 

I fatti di questa vicenda così lunga, complessa e articolata risalgono al 29 gennaio del 2021 quando  l’uomo dopo aver preso un appuntamento tramite un annuncio su un sito di incontri, si era recato a Massarosa presso un appartamento in uso ad una giovane prostituta. Dopo aver consumato un rapporto sessuale dietro pagamento, l’uomo aveva richiesto alla ragazza un rapporto non protetto ricevendo un secco rifiuto. Rifiuto che ha fatto scattare la violenza: Fellani ha quindi prima colpito la ragazza con schiaffi e pugni poi le ha puntato un coltello alla gola e l’ha costretta a subire il rapporto non protetto facendosi infine consegnare pure tutto il denaro che aveva in casa, circa 500 euro, per poi scappare. Le successive indagini avevano infine portato alla sua individuazione in un appartamento di Firenze. Poi era stato prima 5 mesi in carcere e circa un anno ai domiciliari, prima di scappare all’estero, a ridosso della sentenza definitiva di condanna da parte della Cassazione. Dopo l’arresto in Indonesia, grazie all’espulsione dallo Stato asiatico, è stato possibile arrestarlo a suo rientro in Italia. Ai reati già commessi si aggiungeranno anche l’evasione e altri illeciti da verificare.