Una richesta sempplcie e banale, “Hai una sigaretta?” poi l’orrore e ora gli arresti dopo le indagini della polizia. Era iniziata così l’alba da incubo di una ragazza, che qualche minuto dopo, verrà trascinata con la forza da uno sconosciuto e violentata sotto gli occhi degli amici; che a loro volta verranno aggrediti per bloccarne il tentativo di difendere la vittima e derubati. Il raid è andato in scena poco più di un mese fa in uno dei templi della movida milanese e, stando agli accertamenti della polizia, sarebbe stato commesso da due fratelli ucraini di 17 e 21 anni residenti a Cinisello Balsamo: il minorenne N.S., colui che avrebbe materialmente abusato di Angela (nome di fantasia), è stato portato al Beccaria, mentre il maggiorenne D. è finito in cella a Monza in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alberto Carboni.
La ragazza trascinata per decine di metri. Contro la sua volontà. Nonostante i piedi puntati a terra, per cercare di resistere alla forza del suo aggressore, un ragazzo minorenne ma di una certa stazza e comunque molto più forte di lei. Poi quell’urlo disperato, lanciato da un angolo appartato vicino a Largo La Foppa, rivolto all’amico che era con lei: «Mi vuole stuprare».
Cronaca di un’alba nel cuore della città, quando anche i locali per nottambuli irriducibili abbassano la saracinesca. Sono passate le cinque del mattino dell’8 aprile scorso, quando la vittima, dopo la serata trascorsa all’Hollywood, subisce una violenta aggressione sessuale. Assalto interrotto grazie all’intervenuto dell’amico che era in sua compagnia, il quale però viene pestato e rapinato dai due presunti responsabili, individuati a seguito delle indagini condotte dai poliziotti del commissariato Garibaldi Venezia. Sono fratelli di origine ucraina, un minorenne (quello che materialmente ha abusato della giovane) e un 21enne di Cinisello Balsamo, raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip Angelo Carboni. Nei confronti di quest’ultimo la contestazione è di aver concorso materialmente e «moralmente» nella violenza commessa ai danni della vittima, perché ha tenuto a distanza l’amico che era con lei e un terzo giovane che i primi due avevano conosciuto occasionalmente quella sera, e con il quale si erano spostati dal club di Corso Como fino a Largo La Foppa per andare a un distributore automatico di tabacchi. Città sempre più pericolose.
(Fonte Corriere della Sera)
