Pisa festeggia 40 anni di Internet in Italia: una storia che parte dall’ateneo toscano
C’è un filo invisibile che lega una lettera di Enrico Fermi e la rivoluzione digitale che oggi stringiamo tra le mani. Quella di Internet in Italia è un’avventura tutta toscana, iniziata all’ombra della Torre di Pisa ben prima del fatidico 30 aprile 1986: quando dal Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (CNUCE) partì il primo collegamento alla rete globale. Per celebrare questo traguardo, il prossimo 13 maggio l’Università di Pisa ospiterà l’evento “Internet-40. Dalla prima connessione ai cittadini digitali”: un viaggio tra passato e futuro, dall’intelligenza artificiale fino alla nuova frontiera dell’internet quantistico.
Una scommessa nata nel 1954. Per capire perché l’Italia si sia connessa al mondo proprio da Pisa, bisogna tornare al 1954. Fu Enrico Fermi a suggerire al rettore dell’epoca di investire 150 milioni di lire per costruire una macchina calcolatrice elettronica. Da quell’intuizione nacque la CEP (Calcolatrice Elettronica Pisana), il primo grande cervello elettronico europeo. Intorno alla CEP si formò una comunità di ricerca che portò, nel 1965, alla nascita del Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (CNUCE), inaugurato alla presenza del presidente Giuseppe Saragat. In quell’occasione il rettore dell’Università di Pisa, Alessandro Faedo, osservò: “Quando fu compiuta la CEP, scoprimmo che il risultato più grande non era la macchina in sé, ma quello di aver costituito un gruppo di studiosi che voleva continuare a lavorare scientificamente in questo campo”. Il CNUCE divenne il fulcro dello sviluppo informatico pisano: nel 1969 fu istituito il primo corso di laurea in Ingegneria dell’Informazione in Italia, che nel 1974 passò al CNR.
Il primo “ping” verso l’America. Il momento della svolta arrivò nel 1986. Al CNUCE di Pisa, il professor Luciano Lenzini e il suo team tentarono l’impresa: collegarsi alla rete globale. “Il 30 aprile partì un ‘ping’ verso un computer della Pennsylvania. Dopo pochi millisecondi arrivò la risposta: l’Italia era in rete”. Era l’inizio di tutto, anche se allora pochi ne percepivano la portata rivoluzionaria. Pochi anni dopo, un altro primato: grazie all’incontro tra Maurizio Davini e Tim Berners-Lee (l’inventore del web), nasce proprio a Pisa la prima pagina web italiana: www.unipi.it.
Verso il futuro: l’Internet quantistico. Oggi la sfida si sposta sulla fisica estrema. Non più solo bit, ma entanglement e teletrasporto di informazioni. L’ateneo pisano è già proiettato verso l’Internet Quantistico, una rete parallela e ultra-sicura. “Il paradigma cambia radicalmente rispetto all’internet classico – spiega Lenzini – Si parla di entanglement e teletrasporto: concetti che, dal punto di vista della ricerca, hanno ancora qualcosa di fantascientifico”.
Secondo la comunità scientifica, l’internet quantistico non sostituirà quello attuale, ma lo affiancherà, rendendo possibili applicazioni oggi impensabili, come la condivisione di informazioni crittografate in modo intrinsecamente sicuro.
“Esiste già un’infrastruttura europea sviluppata dalla Quantum Internet Alliance con alcuni funzionamenti di base, che necessitano ulteriori sviluppi soprattutto per le memorie quantistiche – osserva Marilù Chiofalo, docente dell’Università di Pisa e tra le firmatarie del manifesto internazionale Women for Quantum – Gli investimenti sono rilevanti, ma è necessario prestare attenzione al contesto geopolitico”. Si tratta di tecnologie con possibili applicazioni anche militari. Per questo, conclude Chiofalo, “è essenziale che il loro sviluppo sia accompagnato da consapevolezza, trasparenza e cooperazione internazionale”.
