Politica pop

Meloni in Parlamento per la prima volta dopo il referendum, prima alla Camera poi al Senato

Le opposizioni la aspettano al varco, accusandola di «fallimento totale» su tutta la linea: referendum, politiche di governo, riforme, posizione politica troppo pro Usa rispetto alle grandi crisi internazionali. E si chiedono, come fa Matteo Renzi «se arriverà con qualcosa in mano», o già annunciano come il capogruppo del Pd Francesco Boccia che non c’è nulla da salvare: «Se non ci fosse stata la guerra il governo sarebbe già in crisi. È logorato».

Si vedrà stamattina 9 aprile quello che Giorgia Meloni ha in serbo, quando alle 9 si presenterà alla Camera e poi al Senato per un’informativa (senza voto finale). Se ci sarà un colpo di scena (improbabile) o una molto più prevedibile rivendicazione di quanto di buono fatto dal suo governo e l’assicurazione che si andrà avanti fino a fine legislatura, «completando il nostro programma, come mai prima era accaduto», con un record di durata al quale la premier tiene moltissimo.

È la prima volta che la leader di FdI, partito in calo nei sondaggi, parla in pubblico dal dopo referendum di argomenti di politica interna. Le dimissioni di ministri e sottosegretari, i casi aperti (Piantedosi), le polemiche che riguardano anche la premier per una foto con un pentito che l’hanno fatta infuriare: ci si attende che non si soffermi troppo su tutto ciò, che escluda ogni crisi, e che spieghi che «l’elettorato ci ha mandato alcuni segnali e li abbiamo colti», a proposito dei cambi nella sua compagine.

(Fonte Corriere della Sera)