Lucca, trova un caricatore nel Serchio con ancora i proiettili: potrebbe risalire alla Seconda guerra mondiale
Un caricatore con all’interno ancora alcuni colpi inesplosi è stato ritrovato nelle acque del Serchio, nella zona di Ponte San Pietro, a Lucca. A fare la scoperta è stato un ragazzo che si trovava nel fiume e che, mentre nuotava con la maschera, ha notato l’oggetto sul fondale, a circa mezzo metro di profondità. Una volta recuperato, è apparso subito evidente che non si trattava di un semplice pezzo di ferro: l’oggetto sarebbe infatti un vecchio caricatore contenente ancora delle munizioni.
Il reperto è stato successivamente consegnato alla Polizia e portato in Questura a Lucca, dove è stata formalizzata la consegna con il rilascio della relativa documentazione. Saranno gli eventuali accertamenti a stabilire con precisione la provenienza e l’epoca dell’oggetto, ma secondo le prime ipotesi potrebbe trattarsi di un reperto risalente alla Seconda guerra mondiale. Da verificare anche il tipo di arma alla quale apparteneva: tra le possibilità c’è quella di un caricatore utilizzato per una mitraglietta dell’esercito tedesco.
Se la datazione venisse confermata, il ritrovamento riporterebbe direttamente a uno dei periodi più drammatici della storia del territorio lucchese. Tra il 1944 e il 1945 la provincia di Lucca fu infatti interessata dalle operazioni militari legate al fronte della Linea Gotica, mentre l’avanzata degli Alleati e la ritirata delle forze tedesche trasformarono diverse zone della Toscana settentrionale in territori strategici. Ponti, strade e collegamenti ferroviari rappresentavano infrastrutture fondamentali e furono interessati anche dai bombardamenti alleati.
Proprio la presenza del Serchio e delle principali vie di comunicazione rende ancora oggi possibile imbattersi in testimonianze materiali lasciate dal conflitto. Armi, munizioni e altri residuati bellici possono essere rimasti per decenni nascosti nel terreno o sul fondo dei corsi d’acqua, per poi riaffiorare a causa dello spostamento dei sedimenti e delle variazioni del livello del fiume.
La zona lucchese fu inoltre coinvolta nella fase di combattimenti dell’inverno del 1944, quando sul fronte della Toscana settentrionale le forze tedesche lanciarono l’operazione “Wintergewitter“, passata alla storia anche come “Offensiva di Natale”. Un territorio che, oltre ottant’anni dopo, continua dunque a restituire possibili tracce di quei mesi di guerra.
Adesso sarà necessario capire esattamente cosa sia stato recuperato nelle acque sotto Ponte San Pietro. Il dato certo, al momento, è il ritrovamento di un caricatore antico con ancora dei colpi al suo interno e la sua successiva consegna alla Polizia. Un oggetto rimasto sott’acqua chissà per quanto tempo e riemerso quasi per caso, individuato a mezzo metro di profondità attraverso la maschera di un ragazzo che stava nuotando nel Serchio.
