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Lucca, centrosinistra spaccato prima ancora di partire: il nodo sono le primarie, e manca ancora il leader

Il percorso verso il 2027 è iniziato, ma tra veti, malumori e richieste di condivisione, la strada per trovare lo sfidante di Pardini appare ancora lunga e in salita.

La prima riunione c’è stata, il percorso verso le elezioni comunali del 2027 è ufficialmente iniziato, ma nel centrosinistra lucchese le tensioni sembrano tutt’altro che superate. L’incontro di lunedì sera avrebbe dovuto rappresentare il primo passo per ricompattare la coalizione, allargare il campo e iniziare a costruire l’alternativa all’amministrazione Pardini. Il risultato, almeno ascoltando alcune delle anime che compongono quello stesso campo politico, appare decisamente più complicato. Uno dei concetti emersi durante il confronto sarebbe stato quello della necessità di “superare le difficoltà”. Una formula che non avrebbe convinto tutti e che avrebbe fatto nascere, soprattutto tra alcune delle forze più piccole, una domanda tanto semplice quanto politicamente pesante: “Sì, ma chi le ha create queste difficoltà? E soprattutto, perché sono state create?”.

Il clima viene descritto da alcune fonti interne alla coalizione con parole tutt’altro che leggere. C’è chi arriva a definire la riunione “ipocrita”, chi parla di troppo “politichese” e chi punta il dito soprattutto verso il Partito Democratico, considerato inevitabilmente, per dimensioni e peso politico, il perno attorno al quale dovrebbe costruirsi l’alternativa al centrodestra. D’altronde, le tensioni erano cominciate ancora prima di sedersi attorno allo stesso tavolo. Le dichiarazioni del capogruppo Pd Enzo Alfarano, critico sull’ipotesi delle primarie, avevano provocato malumori in una parte della coalizione. Lucca è un Grande Noi aveva contestato l’idea di escludere quello strumento ancora prima di un confronto comune, mettendo in guardia anche dalla ricerca di un “salvatore” estratto dal cilindro.

A intervenire successivamente era stata anche l’ex consigliera regionale Pd Valentina Mercanti, sostenendo che le primarie non dovessero essere né escluse né imposte prima del tempo e chiedendo un percorso trasparente, partecipato e capace anche di autocritica. Adesso, dopo la prima riunione, torna prepotentemente proprio il problema del metodo. Anche Lucca Futura ha messo nero su bianco la necessità di costruire un percorso “realmente condiviso e senza imposizioni”, sostenendo che un’eventuale candidatura unitaria non possa essere calata dall’alto ma debba diventare espressione di una coalizione forte e possibilmente più larga dell’attuale perimetro del centrosinistra.

“Prima il programma, poi il candidato”. È la formula che continua a tornare nel dibattito: prima il programma, poi il candidato. Prima stabilire cosa fare per Lucca, costruire una coalizione più larga, individuare pochi punti condivisi e soltanto dopo scegliere la persona chiamata a rappresentarli. Un principio politicamente difficile da contestare. Ma che apre anche un’altra domanda, forse quella più scomoda per il centrosinistra lucchese: oggi esiste davvero una figura capace di competere con Mario Pardini?

Perché al netto delle discussioni sulle primarie, sulle coalizioni e sui percorsi condivisi, almeno pubblicamente non sembra essere ancora emerso un nome capace di imporsi naturalmente come alternativa forte al sindaco uscente. Ed è probabilmente questo uno dei problemi più grandi che il centrosinistra dovrà affrontare nei prossimi mesi.

Pardini, dal canto suo, parte con il vantaggio enorme di essere il sindaco in carica. Ha un’esposizione pubblica quotidiana, una comunicazione ormai strutturata e può utilizzare questi ultimi mesi di mandato per consolidare ulteriormente la propria presenza politica e il proprio racconto della città.
Dall’altra parte manca ancora un volto riconoscibile attorno al quale iniziare a costruire una proposta alternativa. Ma manca, almeno per il momento, anche una comunicazione politica capace di uscire dalle dinamiche interne ai partiti, una presenza forte sui nuovi canali e sui social e un linguaggio in grado di intercettare quella parte di città che la stessa coalizione dice di voler riportare verso la politica.

Ed è proprio qui che la questione del candidato smette di essere soltanto una questione di nomi. Per competere nel 2027 non basterà individuare una persona qualche mese prima delle elezioni: servirà costruirne il posizionamento, farla conoscere, darle una presenza pubblica e associarla a un’idea precisa di città.

Il tempo comincia a contare. Il centrosinistra sostiene di voler allargare il proprio perimetro. Lucca Futura guarda anche all’area civica e moderata e ai cittadini che negli ultimi anni si sarebbero allontanati dall’attuale amministrazione. Sul tavolo vengono messi temi concreti: casa, periferie, partecipazione, ambiente, servizi e infrastrutture. Ma prima ancora di convincere nuovi elettori, la coalizione dovrà probabilmente risolvere le proprie tensioni interne. Perché chiedere di “superare le difficoltà” può essere il punto di partenza.

Diventa più complicato farlo se una parte dello stesso tavolo continua a domandarsi chi quelle difficoltà le abbia create e perché. Il percorso verso il 2027 è quindi iniziato, ma la sensazione è che il centrosinistra lucchese abbia davanti due sfide contemporanee: costruire un progetto credibile per la città e trovare qualcuno capace di rappresentarlo. Prima il programma, poi il candidato, continuano a ripetere. D’accordo. Ma il tempo passa, Pardini è già in campo e, prima o poi, quel candidato bisognerà trovarlo.