Polvere di stelle

Il lungo viaggio di Battiato, un film sulla vita dell’artista ora disponibile su Rai Play

Il film biografico “Franco Battiato – Il lungo viaggio”, andato in onda la scorsa domenica su Rai 1, e ora disponibile su Rai Play, dopo un positivo approdo nelle sale cinematografiche italiane, ripercorre le principali tappe esistenziali e musicali di un artista senza tempo. La pellicola, diretta da Renato De Maria e scritta da Monica Rametta, ha al suo centro l’incredibile storia di un uomo che ha vissuto all’insegna di una passione che ha condizionato scelte ed esperienze. A interpretare il grande Franco Battiato è stato l’attore Dario Aita, dimostrando, con semplicità, la sua capacità di entrare in una vita e farla propria. L’intera struttura del film segue la parabola esistenziale del cantautore siciliano, partendo dalle origini, dalla sua amata Sicilia. La pellicola, infatti, si apre con l’immagine di un Battiato ragazzino, un giovane profondamente innamorato della musica e legato in maniera viscerale al suo sogno. Sin dalle primissime scene, si percepisce lo straordinario rapporto che lo connetteva emotivamente a sua madre, una donna che riconosceva nel figlio i segni di una passione che superava ogni confine. Con il padre, invece, la situazione era del tutto diversa: evidenti differenze li allontanavano, l’incomprensione paterna lo feriva, lasciando dolorose cicatrici. Per seguire la sua innata necessità di vivere di musica, decise di lasciare la sua terra natale per trasferirsi a Milano. Questo radicale cambiamento, nel corso degli anni, lo spinse verso continue trasformazioni, scoperte, riflessioni e successi. Ha attraversato varie fasi, l’una profondamente diversa dall’altra, ma ognuna di esse è stata segnata da una costante comune: la ricerca di sé. Ogni suo passo è stato permeato da una visione filosofica del mondo e da un inesauribile coraggio di credere.

Il ritratto che la pellicola dona dell’artista è un intenso percorso interiore, un particolare tragitto tra spiritualità, nuove consapevolezze e conferme. La sua crescita personale e artistica viene seguita e descritta con estrema cautela, con il rispetto che si deve ad un artista del suo calibro. Non è semplice proporsi di attraversare una passione dall’interno, indagandone sfumature e contraddizioni. Questa, difatti, non è soltanto una produzione cinematografica che esplora la sua carriera, ma è la narrazione di un’emotività sempre tesa tra sensazioni opposte. Estremamente importante è stata per lui la presenza di amici e colleghi che hanno ulteriormente arricchito un viaggio dai tratti irripetibili. È indispensabile ricordare, a tal proposito, Giusto Pio, Giuni Russo e Juri Camisasca.

Indimenticabili canzoni accompagnano importanti scene; si susseguono vari successi che hanno definito la sua storia e il panorama musicale italiano. Tutta la profondità del suo modo di essere è espressa nelle scene finali, quando, con delicatezza e un solenne tocco di umanità, varie frasi e toccanti parole lasciano intuire la scomparsa di sua madre, la persona di cui lui desiderava prendersi cura. In questi stessi istanti, nei minuti che conducono alla conclusione del film, vi è il momento in cui l’artista scrive i celebri versi di “La cura”, una vera e propria poesia, una dedica universale all’amore e alla sua bellezza. Il suo cammino è terminato nella sua Sicilia, a Milo, dove era ritornato dopo il ritiro dalle scene. “Franco Battiato – Il lungo viaggio” rievoca i frammenti di una vita spesa nel nome di un’immensa passione. Mette in scena un talento indiscusso, il simbolo di un universo musicale senza paragoni.