Cronaca

“Giornata mondiale dell’amicizia”, l’Iss e i benefici delle relazioni sociali sulla vita

Numerosi sono i dati oggettivi che confermano ciò e che dimostrano quanto i legami interpersonali siano capaci di influenzare positivamente la sfera psicologica e fisica degli individui.

In occasione della Giornata internazionale dell’amicizia, istituita dall’assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2011 e celebrata il 30 luglio di ogni anno, l’Istituto Superiore di Sanità ha reso pubblico un messaggio che mostra con evidenza scientifica i benefici che le relazioni sociali hanno sulla vita di ogni essere umano. Numerosi sono i dati oggettivi che confermano ciò e che dimostrano quanto i legami interpersonali siano capaci di influenzare positivamente la sfera psicologica e fisica degli individui, garantendo un aumento della longevità che può arrivare fino al 50%. Un report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvalorato tali riscontri, dichiarando che sono circa 870.000 le persone nel mondo che ogni anno perdono la vita, 100 ogni ora, perché influenzate da un senso di solitudine che compromette non solo il loro umore, ma anche la loro salute.

È, infatti, in circostanze di isolamento sociale cronico che la qualità della vita peggiora drasticamente. Si è espressa a tal proposito, parlando di quanto la mancanza di relazioni possa incidere negativamente sulla stabilità psico-fisica di un individuo, anche Ilaria Lega, la ricercatrice del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità. Quest’ultima ha dichiarato che, nonostante sia ormai noto l’effetto benefico della socialità, la percezione della solitudine è, purtroppo, in aumento.

I social media giocano un ruolo fondamentale in questo senso, soprattutto tra i giovani, ma è l’utilizzo che si fa di questi strumenti a fare davvero la differenza. Se i social network vengono sfruttati per instaurare rapporti sani e costruttivi, allora possono essere considerati dei validi mezzi per accrescere rapporti e contatti. Se con essi, al contrario, si appoggia la nascita di dinamiche relazionali negative, la situazione cambia e si tinge di sfumature nocive. Anche gli anziani rientrano in una categoria delicata: è forte la loro esigenza di conservare significativi rapporti umani, è profondamente radicata in loro la necessità di preservare una sfera sociale attiva e gratificante.

Vari Paesi lavorano per arginare i rischi legati alla solitudine, adottando delle scelte di grande impatto. In Italia, ad esempio, è stato scelto il modello della prescrizione sociale: svariati laboratori vengono progettati durante i percorsi di cura per promuovere la formazione di legami. Nel Regno Unito, invece, è stato creato persino un Ministero della Solitudine. Essere consapevoli di quanto la socialità sia indispensabile aiuta ad apprezzare ancor di più il valore dell’amicizia. Una difficoltà condivisa, un sorriso e una parola di sincero conforto possono restituire fiducia e alleggerire ogni peso. Alimentare rapporti costruttivi cura le ferite che appartengono all’animo e al corpo.