Gabriele Vaccaro, 25enne e originario di Favara, in provincia di Agrigento, ha perso la vita a causa di un’aggressione subita in un parcheggio dell’Area Cattaneo, nel centro di Pavia. Si era trasferito da alcuni mesi nel Pavese per lavoro ed è lì che stava costruendo il suo futuro, come ogni altro ragazzo della sua età. Nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile, però, una violenza inaudita ha posto fine ad ogni suo progetto e possibilità. Dopo aver trascorso una normale serata tra i locali del centro della città in compagnia di due colleghi, divenuti suoi amici, insieme hanno acquistato delle pizze da asporto. È proprio a quel punto che hanno incontrato un gruppo di cinque ragazzi, due dei quali minorenni, e nel giro di pochi istanti è nata un’accesa discussione. Stando a quanto emerso dagli interrogatori svolti all’interno della Questura di Pavia, l’assalto sarebbe avvenuto per futili motivi, con un cacciavite, a causa di alcune provocazioni inerenti alla pizza che i ragazzi avevano appena comprato. Tuttavia, le indagini sono attualmente in corso per chiarire le reali dinamiche di questa inaccettabile tragedia.
Un 17enne di origini egiziane è stato fermato dai poliziotti della Squadra mobile, con l’accusa di omicidio, ed è stato poi condotto nel carcere per minori di Milano Cesare Beccaria. In passato, era già stato accusato per porto abusivo di armi e negli scorsi anni era stato coinvolto in altri gravi episodi di violenza, ma come parte lesa. È stato lui a colpire la vittima con un cacciavite o un punteruolo, che non è stato ancora ritrovato. Nel corso dell’interrogatorio, durato svariate ore, ha affermato di aver agito d’istinto, senza intenzione di uccidere. Due dei suoi quattro amici hanno ricostruito l’accaduto e tutti loro sono stati denunciati per omissione di soccorso. A incastrarli sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona che hanno permesso alle forze dell’ordine di rintracciarli.
Gabriele è stato colpito mortalmente al collo e vari fendenti hanno raggiunto anche il suo addome. I suoi amici e lo stesso 25enne, però, hanno sottovalutato la gravità della situazione e sono ritornati a casa, ignari di ciò che sarebbe accaduto. Il mancato sanguinamento della ferita, infatti, li ha spinti a credere che tutto fosse sotto controllo. È soltanto quando il giovane ha cominciato a manifestare i segnali di un rapido peggioramento delle sue condizioni che i ragazzi hanno chiamato il 118, ma per lui, purtroppo, era già troppo tardi. È stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Matteo e i medici, nonostante i loro disperati tentativi di salvarlo, non hanno potuto fare altro che dichiarare il suo decesso all’alba. Nella giornata di domenica, il padre di Gabriele è giunto a Pavia, devastato da un dolore indicibile. Inoltre, nel tentativo di difenderlo, anche uno dei suoi amici è stato ferito all’addome durante l’aggressione, ma ha riportato soltanto delle lievi ferite e presto sarà dimesso dall’ospedale.
Un altro giovanissimo ragazzo è stato strappato alla vita da una cieca violenza, che non conosce limiti e umanità. Il sindaco di Favara, Antonio Paumbo, si è stretto alla famiglia del ragazzo, dichiarando quanto una tragedia simile abbia stravolto l’intera comunità, che si unisce alla disperazione di chi più lo amava. Nel giorno dei suoi funerali la città si fermerà in segno di rispetto verso una vita tragicamente spezzata. La commozione di ognuno sarà rivolta ai sogni distrutti dalla cattiveria di chi uccide. Non è possibile accettare una simile crudeltà, non è giustificabile la brutalità di chi, con odio e ferocia, ha generato una terribile sofferenza.
