Addio a un supereroe, di quelli veri, in carne e ossa che proseguirà per decenni a ispirare e dare coraggio a milioni di persone. Alex Zanardi è morto, dal 2020 le condizioni sulla sua salute erano state tenute riservate dopo il terribile incidente in handbike. Avrebbe compiuto 60 anni il 23 ottobre. A dare la notizia la famiglia e Obiettivo 3, l’associazione benefica degli atleti disabili ideata proprio da Zanardi. Lo piange il mondo dello sport, quello dei motori dove era stato protagonista prima e anche dopo del primo incidente, che gli aveva portato via le gambe nel 2001 sul circuito tedesco del Lausitzring durante una gara della Formula Cart. Rischiò la vita, fu salvato dai medici e dalla sua incredibile forza di volontà, da un’autoironia commovente. Come quando, anni dopo, al volante di macchine adattate per guidare soltanto con l’uso delle mani raccontava: «Ragazzi, ho il piede pesante».
Battute e sorrisi che lasciano un vuoto incolmabile. Alex era nato a Bologna. Un talento precoce sui kart, a Castel Maggiore scopre il fascino della velocità e dei motori che lo porta in Formula 3000 e poi in Formula 1. All’inizio degli anni 90 incontra Daniela, la donna che gli è stata accanto fino all’ultimo, che lo ha protetto e sostenuto, che ha dato spazio ai suoi sogni.Alex è un mito, un esempio per milioni di persone. Non solo le sue imprese sportive, ma le sue ricerche nell’ambito dei materiali per protesi e carrozzine contribuiscono al miglioramento di chi è in condizioni di mobilità ridotta. Organizza maratone benefiche, spinge tantissimi disabili a praticare sport. Addio campione.
(Fonte Corriere della Sera)
