Cronaca

Contratti di lavoro e l’illegittimo utilizzo del metodo del sorteggio, segnalati casi anche a Lucca e nella Piana

L’utilizzo del sorteggio (o metodi discrezionali non trasparenti) per la selezione del personale in assunzione o per la stabilizzazione, specialmente nel contesto di contratti di lavoro a tempo determinato e nei rinnovi, è generalmente considerato illegittimo nel diritto del lavoro italiano, in quanto viola i principi di imparzialità, trasparenza e selezione meritocratica. Ma è un metodo che viene purtroppo utilizzato da alcune aziende in varie parti d’Italia. Anche a Lucca e nella Pian alcune società hanno utilizzato l’illegittimo metodo del sorteggio per decidere a chi rinnovare il contratto e chi mandare a casa. E’ sempre dificile dimostrare che i datori di lavoro abbiano deciso di utilizzare il sorteggio perché in genere sono cose comunicate oralmente al lavoratore. Difficile ma non impossibile e in molti stanno registrando queste conversazioni. Poi ci sono gli ispettori del lavoro e ovviamente le autorità giudiziarie. A Lucca e in altre province regionali è un tema che è stato portato all’attenzione di chi potrebbe indagare più a fondo. Si vedrà. Il mancato rinnovo di un contratto a termine alla sua naturale scadenza è un atto legittimo, in quanto il datore di lavoro non ha l’obbligo di prorogare o rinnovare il rapporto. Tuttavia, se tale decisione viene presa attraverso un sistema di sorteggio tra i lavoratori, la questione si fa complessa e potenzialmente illegittima. Il sorteggio potrebbe essere considerato un metodo discriminatorio o arbitrario per la selezione del personale, specialmente se non basato su criteri oggettivi e predefiniti (es. competenze, anzianità aziendale, esigenze produttive). Se il sorteggio nasconde un intento discriminatorio (es. escludere lavoratori che hanno fatto contestazioni, che sono sindacalizzati, o appartenenti a categorie protette), il mancato rinnovo è impugnabile. Se il sorteggio è discriminatorio o la procedura è illegittima, il lavoratore può impugnare il mancato rinnovo entro 60 giorni dalla scadenza, rivolgendosi a un giudice del lavoro per chiedere il risarcimento del danno o, in casi eccezionali, la conversione del contratto. Un tema di cui non si parlerà mai abbastanza.