Cronaca

Capannori, in centinaia per Valentina Tolomei, diciottesimo tra emozioni, ricordi e un senso di vita che non si spegnerà mai

A un certo punto non era più chiaro dove finisse il palco e dove iniziasse la gente, perché tutto si era mescolato, voci, musica, abbracci, silenzi, fino a diventare una cosa sola, difficile da spiegare ma impossibile da non sentire. Erano in tanti, sì, al diciottesimo di Valentina Tolomei, a Capannori, in provincia di Lucca, ma non è quello che restava davvero negli occhi. Restavano i ragazzi, soprattutto loro, seduti, in piedi, vicini, stretti, come se ognuno avesse bisogno dell’altro per stare lì, in questa e quella sera che Valentina avrebbe compiuto i suoi 18 anni. Ecco, ieri è stato qualcosa di molto più grande. Non c’era un momento preciso in cui dire “adesso inizia” o “adesso finisce”, perché tutto sembrava scorrere senza interruzioni, guidato dalla voce di Debora Pioli che accompagnava senza mai invadere, lasciando spazio a ciò che accadeva davvero, che non era solo necessaria organizzazione, ma vita che si muoveva tra le persone, emozioni che si tessevano tra gli occhi dei presenti, tra i baci dei fidanzati che si davano forza, tra gli amici, i compagni, le compagne, i conoscenti, le famiglie, la comunità, lo sguardo dei genitori di Valentina, il sorriso della sorella.

 

Valentina Tolomei, 17 anni, è morta in una tragica notte di maggio del 2025, vicino a casa sua, a Capannori in provincia di Lucca. Stava rientrando a Paganico, in sella al suo scooter, quando è stata travolta da un’auto che, secondo la ricostruzione dei carabinieri, procedeva a tutta velocità. Il 29enne che guidava la Mercedes che si è scontrata contro lo scooter di Valentina, è risultato poi positivo ai test sia per l’uso di sostanze alcoliche che stupefacenti ed è sotto processo per omicidio stradale, devastato anche lui dalla tragedia.

Nella serata di Paganico per omaggiare Valentina nel giorno in cui avrebbe compiuto 18 anni, a tratti qualcuno riusciva persino a sorridere, come quando in mezzo alla gente è partito un pallone e l’Allegra Brigata ha iniziato a giocare, quasi per istinto, e tra una risata e l’altra, un’esibizione di danza e un omaggio al genio Morricone, una voce ha attraversato tutto: “sei bellissima, forza Vale”. È rimasta lì, sospesa, più forte di qualsiasi discorso. Poi la musica ha preso il sopravvento, ma non come sottofondo, piuttosto come un modo per dirsi cose che le parole non riuscivano più a contenere, una sorta di viaggio nei “mi piace” di Valentina. Quando sono partite le note di Someone Like You di Adele, infatti, si è capito subito che non era una scelta casuale, perché in quel momento si stava entrando in un ricordo.

E da lì in poi le voci hanno iniziato a unirsi senza bisogno di essere chiamate, prima piano, poi sempre di più, fino a diventare un coro spontaneo, fragile e fortissimo insieme, con gli occhi lucidi e le mani che cercavano altre mani, mentre qualcuno non riusciva più a trattenere le lacrime e si lasciava andare tra le braccia di chi aveva accanto. Le parole, quando arrivavano, arrivavano così, spezzate, vere, impossibili da costruire. Gli amici provavano a leggerle, ma spesso si fermavano, perché certe frasi non si attraversano senza tremare: il suo sorriso, le risate, le cose semplici che con lei diventavano tutto. Poi le immagini hanno fatto il resto. Sullo schermo la sua vita, da bambina fino ad oggi, e davanti gli amici seduti, immobili. Le loro voci continuavano sopra quel video, intrecciandosi, mentre il tempo sembrava rallentare fino quasi a fermarsi. E sì, quando da piccola canta Halo di Beyoncé nessuno distoglie lo sguardo.

Ed è proprio lì che succede qualcosa di magico: la corrente va via, torna, poi sparisce di nuovo. Tre volte. Nessuno dice nulla, un sorriso sì. Tra i presenti lo stesso pensiero, la stessa sensazione. Qualcosa cambia nell’aria, come se quel momento avesse deciso di farsi sentire anche così, come se qualcuno volesse dire qualcosa, un po’ come a Hawkins, per gli amanti di Stranger Things.

Le voci delle amiche, le vogli degli amici, poi la voce di Martina, la sorella. Martina che, nel silenzio degli scorsi mesi, ha organizzato il compleanno di Valentina, ha cucito un ponte con la sorella attraverso ricordi, emozioni, vita. Vita, sì. Perché ieri si respirava una sensazione di vita al di fuori del normale. La voce di Martina arriva piano ma arriva ovunque: “Vale sarà sempre l’anima della nostra casa”.

E intanto la serata continua. Quando sul palco, verso la fine, salgono anche i genitori insieme a Martina, vengono sommersi dal calore di un’intera comunità. Ed è lì che, accompagnati dalle note di Viva la Vida, dei Coldplay, Debora Pioli saluta — “state bene e onorate sempre la vostra vita” . Ed è il cielo sopra Capannori si accende. Prima i fuochi d’artificio, improvvisi, luminosi, quasi a rompere il silenzio in mille frammenti di luce. Poi due lanterne, lanciate dai ragazzi, che salgono lente, insieme. Lassù, verso l’incognito universo stellato, mai fermo, sempre in movimento. Sotto, però, nessuno si muove. I ragazzi restano, si abbracciano, come se quel momento non dovesse finire davvero, forse perché così tanto ricco di vita. Poi una pizza insieme, alla sagra di Paganico, il tutto organizzato da una comunità che non si è mai voltata dall’altra parte, che ha dato, fatto, organizzato, investito, affinché Valentina, anche se non più qua tra noi sotto forma corporea, potesse festeggiare i suoi meravigliosi 18 anni.

Ed è lì la forza di tutto ciò: l’essere riusciti a trasformare il dolore in vita, il ricordo in presente, il trauma in forza. Lo stare insieme, il condividere. Quanta vita, quanta vita con la V maiuscola. Un esercizio di forza e amore quasi impossibile da descrivere, se non emozionante. Un ringraziamento va a Luca Martinelli (RENT for Event), ai volontari della Sagra di Paganico, al Liceo Musicale di Lucca e a tutte le persone che hanno reso possibile questa serata, perché dietro ogni momento vissuto c’è sempre qualcuno che ha scelto di esserci e, nel nostro caso, di raccontarla. Ciao Valentina, viva la vita, sempre.