Cronaca

Bimba morta a Bordighera, arrestato compagno della madre, le foto dell’orrore in chat

Orrore allo stato puro. È stato arrestato all’alba di sabato 30 maggio, con l’acccusa di maltrattamenti aggravati Manuel Iannuzzi, 42 anni, il compagno della donna la cui figlia di due anni, la piccola Beatrice, è stata trovata morta a Bordighera a febbraio 2026. Dopo il fermo di Manuel Iannuzzi, è stato arrestato anche il padre con l’accusa di detenzione di materiale esplodente. Nel corso della perquisizione domiciliare, i militari hanno trovato circa due chili di tritolo in una cantina di sua pertinenza. Anche la madre della bimba è accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola. La donna era stata arrestata, secondo le ricostruzioni del Gip del tribunale di Imperia, perché avrebbe viaggiato in auto con la figlia già morta da ore prima di lanciare l’allarme. Inizialmente, la donna per giustificare le ecchimosi sul corpicino della piccola, aveva dichiarato che la figlia era caduta dalle scale nei giorni precedenti la morte. La piccola era deceduta lunedì 9 febbraio in casa della madre a Montenero, una frazione del comune in provincia di Imperia, dopo una crisi respiratoria e un arresto cardiaco: i soccorritori del 118 chiamati dalla donna non avevano potuto fare niente per salvare la bimba.

“È distrutto e chiede soltanto di avere la possibilità di poter riabbracciare le bambine”. Con queste parole l’avvocato Fabio Scaffidi Fonti, legale di Maurizio Rao, descrive lo stato d’animo del padre della piccola Beatrice dopo aver appreso la notizia della ricostruzione della morte della figlia, causata secondo gli inquirenti dai maltrattamenti infertegli dalla mamma e dal suo nuovo compagno Manuel Iannuzzi. L’uomo, attualmente detenuto nel carcere di Valle Armea a Sanremo, per un’altra vicenda giudiziaria, è stato informato oggi di quanto accaduto alla bambina e dell’arresto del compagno della sua ex moglie.

La piccola Beatrice era stata trovata morta nella casa della madre la mattina del 9 febbraio dai soccorritori chiamati dalla donna che sosteneva che la piccola avesse difficoltà a respirare. Tuttavia i soccorritori avevano notato alcuni lividi e macchie sul corpicino che consigliarono di chiamare i carabinieri e il medico legale che, dopo l’esame esterno, sostenne che la morte era avvenuta qualche ora prima, ovvero durante la notte. La donna, interrogata in caserma, raccontò che i lividi sul corpo della bambina erano dovuti a una caduta dalle scale di qualche giorno prima e di aver passato la notte tra l’8 e il 9 febbraio assieme alle tre figlie in casa del suo nuovo compagno, a Perinaldo. Al risveglio avrebbe preso le tre bambine e sarebbe tornata a casa in macchina.

Le contraddizioni della donna e la comparazione del racconto con l’analisi delle telecamere di sorveglianza e le parole di alcuni testimoni convinsero in un primo momento i carabinieri ad arrestare la donna, arresto che però non venne convalidato dal gip. Il giudice, però, emise un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e la donna venne trasferita nel carcere di Genova Pontedecimo, dove si trova tuttora. L’esame autoptico rivelò la presenza di numerose lesioni e un trauma cranico come cause del decesso. I carabinieri del Ris di Parma incaricati di eseguire rilievi e sequestri, trovarono tracce di sangue nell’auto della donna e nell’abitazione del compagno a Perinaldo. L’uomo venne indagato a piede libero e stamani è stato arrestato. Anche la donna ha ricevuto in carcere un’ordinanza di custodia cautelare analoga.

(Fonte Sky tg 24)